Usciva cinquant'anni fa oggi "A Night at the Opera", quarto album dei britannici Queen, disco della loro consacrazione, capolavoro del rock e massima opera del quartetto formato da Freddie Mercury, Brian May, John Deacon e Roger Taylor. Basti dire che si tratta dell'album che contiene "Bohemian Rhapsody". Ma che è molto più che una cornice di quel pezzo sensazionale. Probabilmente ci troviamo davanti al migliore album eclettico del rock moderno.
(disco completo: https://tinyurl.com/355yc28r)
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venerdì 28 novembre 2025
giovedì 6 novembre 2025
Queen: "Made in Heaven" (1995)
Usciva trent'anni fa oggi "Made in Heaven", unico album in studio postumo dei britannici Queen. Orfani del cantante e pianista Freddie Mercury, i suoi colleghi reincidono alcuni brani solisti di Mercury o completano tracce non finite che risalgono perlopiù alle sedute di registrazione degli ultimi due album del gruppo, "the Miracle" e "Innuendo", utilizzando la voce del cantante. Disco inessenziale ma dignitoso, con punte di eccellenza ("A winter's tale", "Heaven for Everyone").
(disco completo: https://tinyurl.com/2tmsxj4e)
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venerdì 8 novembre 2024
Queen: "Sheer Heart Attack" (1974)
Viene pubblicato cinquant'anni fa oggi "Sheer Heart Attack", terzo album dei rocker britannici Queen. Il disco è uno dei più eclettici del gruppo, sebbene a un primo ascolto possa apparire più frivolo e interlocutorio rispetto ai gargantua che lo precedono ("Queen II") e ("Bohemian Rhapsody"). Resta il primo grande successo commerciale del gruppo, grazie al singolo "Killer Queen" (#2 in UK, #12 in USA).
(disco completo: https://tinyurl.com/ymjhchm6)
(disco completo: https://tinyurl.com/ymjhchm6)
venerdì 8 marzo 2024
Queen: "Queen II" (1974)
Esce cinquant'anni fa oggi "Queen II", secondo album omonimo del quartetto rock inglese guidato dal cantante Freddie Mercury. Si tratta del loro primo capolavoro, quello dell'era più progressive e hard rock della loro carriera, qualcuno direbbe della loro era più creativa... Il singolo di successo è "Seven Seas of Rhye", anticipazione del loro stile hard di successo, ma le mega-suite sui due lati ("Procession/Father to Son/White Queen", "Ogre Battle/Fairy Feller's Masterstroke/Nevermore" e "March of the Black Queen/Funny how love is") ne sono la consacrazione. Entrata nella storia la foto di copertina a cura di Mick Rock.
Disco completo --> https://tinyurl.com/2p8wxfww
Disco completo --> https://tinyurl.com/2p8wxfww
martedì 27 febbraio 2024
Queen: "The Works" (1984)
Il 27 febbraio di quarant'anni fa usciva "The Works", album in studio dei britannici Queen. Il gruppo, smaltita la sbronza da funky e sintetizzatori dei primissimi anni '80, e dopo avere per la prima volta passato un anno solare senza pubblicare un lavoro, ritorna con un disco fra i più popolari della propria carriera e fra i più iconici degli eighties: è infatti l'album di perle come "Radio Ga-Ga", "It's a hard life" e "I want to break free", con il suo video kitsch che bastò a compromettere per anni la presenza dei Queen sul mercato americano!
(disco completo: http://tinyurl.com/3vf4e9hx)
(disco completo: http://tinyurl.com/3vf4e9hx)
giovedì 13 luglio 2023
Queen: "Queen" (1973)
Esce cinquant'anni fa oggi il disco d'esordio eponimo dei Queen. Dopo fatiche e insuccessi, i ragazzi ottengono un contratto discografico promettente e realizzano un esordio di estroversa, insopprimibile fantasia e varietà, che mescola Genesis e Led Zeppelin a cori beatlesiani e un look da glam rock, mantenendo però una fortissima impronta personale. Spiccano le personalità del cantante e pianista Freddie Mercury e del chitarrista Brian May. È l'inizio di una splendida avventura musicale.
(disco completo qui: https://tinyurl.com/37yrh8pd)
(disco completo qui: https://tinyurl.com/37yrh8pd)
sabato 21 maggio 2022
Queen: "Hot Space" (1982)
Il 21 maggio di quarant'anni fa usciva il più controverso e criticato album dei Queen, "Hot Space". In esso, la formazione inglese sperimentava con sonorità dance e disco, in una mossa considerata più che discutibile per un gruppo che si vantava di non avere mai usato un sintetizzatore in una canzone fino al 1979. Nonostante il fatto che sia indubbiamente un disco minore del gruppo, "Hot Space" non tradisce la capacità dei Queen di scrivere canzoni superbe - oltre a contenere "Under Pressure", il singolo scritto e inciso con Bowie l'anno precedente.
(disco in edizione deluxe qui: https://tinyurl.com/42438vjk)
(disco in edizione deluxe qui: https://tinyurl.com/42438vjk)
giovedì 4 febbraio 2021
Queen: "Innuendo" (1991)
Usciva il 4 febbraio di trent'anni fa "Innuendo", quattordicesimo album in studio dei Queen e ultimo completato mentre era ancora in vita il loro cantante e pianista Freddie Mercury, che sarebbe stato stroncato dall'AIDS il 24 novembre del 1991. "Innuendo" è un capolavoro del pomp rock, di quell'hard rock dai tocchi pop, AOR e progressive tanto disprezzato da troppa critica. Capolavoro oggettivo e anche soggettivo, nel senso di testamento artistico e spirituale di un Mercury tanto sofferente quanto lucido e determinato, artista vero e puro supportato da tre amici fedeli quali Brian May, Roger Taylor e John Deacon.
(si può ascoltare il disco completo qui: tinyurl.com/32qu2yb0)
(si può ascoltare il disco completo qui: tinyurl.com/32qu2yb0)
martedì 30 giugno 2020
Queen: "The Game" (1980)
Quarant'anni fa oggi usciva anche "The Game", ottavo album in studio dei Queen, disco che segnava la fine della fase più propriamente rock del gruppo in favore di una fase pop rock che abbracciava almeno superficialmente linguaggi più moderni fatti di new wave e sintetizzatori.
(il disco completo si può ascoltare qui --> https://tinyurl.com/yc588jzq)
(il disco completo si può ascoltare qui --> https://tinyurl.com/yc588jzq)
mercoledì 22 maggio 2019
Queen: "The Miracle" (1989)
(il disco completo si può trovare qui:https://www.youtube.com/
sabato 10 novembre 2018
Queen: "Jazz" (1978)
Oggi si festeggiano i quarant'anni di "Jazz", album dei Queen che conteneva questa canzoncina che ci pare proprio il modo giusto di ricordarlo.
Il disco non è dei migliori, ed è il disco che contiene, oltre a questa, "Bicycle Race", "Moustapha" e "Fat bottomed girls". Per dire il livello di questi quattro mattacchioni.
(potete sentire l'LP completo qui:https://www.youtube.com/ playlist?list=PL8UfM7ycll7T mJL-yXZ9bwkYuW6_u1ZJR)
"Jazz" arriva in un momento particolare della carriera dei Queen, in un certo senso ne inizia una fase di declino dalla quale inizieranno a riprendersi soltanto nel 1981 grazie al successo di "Under Pressure", realizzata assieme all'amico-nemico David Bowie.
Certamente quando si parla di un gruppo immenso come i Queen, anche il declino resta qualcosa di sontuoso; eppure è evidente che vi sia stata una lieve fase calante dopo il capolavoro della carriera "A night at the opera" (1975). Il pur buonissimo "A day at the races" (1976) gli era inferiore, e ancora inferiore era "News of the World" (1977), che pure vedeva il quartetto britannico sfornare materiale del calibro di "We are the champions".
"Jazz" (che si riferisce al modo di dire inglese 'jazz' per 'stronzate', e non al genere musicale) prosegue la parabola discendente con un altro disco dai momenti sublimi alternati ad altri meno convincenti. Si tratta anche di un disco che, in linea con l'estetica dominante del momento, predilige brani brevi invece dei lunghi excursus multi-sezione, e pone un freno anche alle infinite sovrapposizioni vocali di Mercury (in continuità con quanto fatto l'anno prima, ma in modo ancor più radicale).
Mercury si concede una sola divagazione in tal senso, l'operetta in tre minuti "Bicycle Race", pezzo strepitoso con una ossessiva fuga di basso di John Deacon, assolo clownesco di May e riuscita alternanza fra can-can e hard rock (pezzo divenuto famoso anche per il video realizzato organizzando una corsa in bicicletta per un esercito di donne nude).
Il resto dei brani si divide fra riusciti momenti hard, come la sardonica "Moustapha" che apre l'album (Mercury che singhiozza frammenti di preghiere in tre lingue diverse, inglese, arabo e farsi), la laida "Fat bottomed girls" di May, suonata in accordatura di Re invece che di Mi, l'aggressiva "Dead on time", il power pop di "If you can't beat them" di Deacon, con un favoloso duetto di May con se stesso nel solo per oltre due minuti, o la devastante dichiarazione di prostituzione musicale di "Let me entertain you".
Gradevoli ma meno convincenti i pezzi melodici: le romantiche "Jealousy" e "In only seven days" o il tributo a Elvis (morto l'anno prima) "Dreamer's Ball" hanno certamente i loro momenti, ma sembrano più abbozzi, nobilitati perlopiù dalla voce incredibile di Freddie, così come la sincopata "Fun it" di Taylor, mentre la promettente "More of that jazz", posta in coda all'album, viene rovinata dall'inserimento inopportuno di estratti dalle altre canzoni del disco.
Dulcis in fundo, resta da citare uno dei pezzi più amati dei Queen, "Don't stop me now", che ancora passa in tutte le radio rock con discreta frequenza e che è stato utilizzato anche in diversi film come "Shaun of the Dead" (https://www.youtube.com/
Insomma, "Jazz" non sarà il migliore disco dei Queen, anzi è sicuramente uno dei meno interessanti (e con la copertina più brutta), ma questo la dice lunga su cosa sia stato il quartetto composto da Freddie Mercury (voce, piano), Brian May (chitarre, voce), Roger Taylor (batteria, voce) e John Deacon (basso).
- Prog Fox
sabato 10 dicembre 2016
Queen: "A day at the races" (1976)
"A night at the opera" aveva reso i Queen delle superstar del rock inglese. "A day at the races" aveva l'arduo compito di farli rimanere tali. Obiettivo perfettamente riuscito, grazie a un disco complesso e articolato che andava del tutto in controtendenza ai tempi punk che erano da poco iniziati.
Dopo il successo incredibile di "A night at the opera" (1975), e soprattutto del singolo principale tratto dall'album, "Bohemian Rhapsody", i Queen si trovano proiettati fra le superstar degli anni settanta e devono replicare con un adeguato seguito al disco. Nasce così un secondo album il cui titolo è tratto da un film dei fratelli Marx, "A day at the races" (1976), altro grande successo di pubblico e, a nostro parere, uno dei migliori album della band (seppur non in quella fascia iperborea di capolavori che comprende il più illustre e sunnominato predecessore).
La prima canzone dell'LP è "Tie your mother down", un hard rock sarcastico e senza compromessi ispirato palesemente a "My guitar wants to kill your mama" di Zappa (uno degli eroi del complesso), che racconta la storia di un capellone il cui rapporto con una ragazza è osteggiato dalla conservatrice famiglia di lei. L'umore cambia completamente con l'arrivo del primo diamante del disco, "You take my breath away" (https://www.youtube.com/
"Long away" è una ballata elettroacustica di May, graziosa ma senza acuti, con il chitarrista che è anche voce solista della canzone. "The Millionaire Waltz" (https://www.youtube.com/
Il bassista Deacon compone l'uptempo "You and I", una canzone d'amore quasi alla Elton John, che si fa notare per un ottimo ritornello in crescendo e un bridge in cui l'interpretazione di Mercury ruba l'attenzione.
Poi si apre il lato B, e qui tocca fermarsi un attimo e prendere fiato, perché quella davanti a cui ci troviamo è una delle pagine più alte del rock degli anni settanta. "Somebody to Love" (https://www.youtube.com/
"White Man" è un altro hard rock di May, dedicato alla sofferenza dei nativi americani; un buon brano che spezza il ritmo del disco aggiungendo varietà, senza essere di per sé particolarmente memorabile. Mercury poi compone "Good old-fashioned lover boy" (https://www.youtube.com/
L'album si chiude poi con due brani minori, la sognante, psichedelica "Drowse" del batterista Taylor, che la canta anche, e "Teo Torriatte", ballata composta come tributo di Brian May ai fan giapponesi del complesso, e in cui Brian suona pianoforte e harmonium.
Che si può dire dell'album? Certamente non è ai livelli stellari del precedente "A night at the opera", ma si parla comunque di un ottimo disco per la band inglese, che riesce nella non facile impresa di confermarla come una delle migliori degli anni settanta su questa sponda dell'Atlantico. Per qualunque altro gruppo, "A day at the races" sarebbe stato il culmine di una carriera. Per Mercury e soci, invece, non è nemmeno nella top 3. Questo, naturalmente, non vi esime dall'ascoltare e venerare anche questo LP.
- Prog Fox
giovedì 2 giugno 2016
Queen: "A Kind of Magic" (1986)
Esce il 2 giugno del 1986 "A Kind of Magic", dodicesimo album in studio dei Queen che funge anche da colonna sonora per il film fantasy "Highlander - l'Ultimo Immortale".
(disco completo qui: "A Kind of Magic")
(disco completo qui: "A Kind of Magic")
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