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venerdì 27 settembre 2024

Pain of Salvation: "Be" (2004)

Esce vent'anni fa oggi "Be", album dei prog metaller svedesi Pain of Salvation. Probabilmente si tratta del loro ultimo capolavoro, un disco profondamente influenzato dal progressive concettuale degli anni settanta (Gentle Giant, Jethro Tull e Pink Floyd su tutti), al quale però non mancano la forza e l'energia del prog metal post-dreamtheateriano dei primi dischi. Titoli in latino maccheronico, un'orchestra da camera di nove elementi, e l'ultima apparizione del bassista Kristoffer Gildenlow, trasferitosi per amore nei Paesi Bassi. Cosa potete volere di più dal prog metal più cerebrale?



(disco completo qui: https://tinyurl.com/2bcmxpab)

venerdì 26 luglio 2024

Winds: "the Imaginary Direction of Time" (2004)

Esce il 26 luglio di venti anni fa "The Imaginary Direction of Time", secondo album del supergruppo prog metal norvegese Winds, che vede coinvolti nomi importanti della scena black, avantgarde e prog metal come Eikind (Age of Silence, Khold e Tulus) a basso e voce, il chitarrista neoclassico Carl August Tidemann (Arcturus), Andy Winter (Age of Silence) e Hellhammer (Mayhem più un milione di altri gruppi) alla batteria.



(disco completo qui: https://www.youtube.com/watch?v=kB1zAsyDboA)

venerdì 21 giugno 2024

Kings of Convenience: "Riot on an Empty Street" (2004)

Esce il 21 giugno di venti anni fa "Riot on an Empty Street", secondo album del duo folk rock norvegese Kings of Convenience, che qui collaborano fra gli altri con la cantautrice canadese Feist. Il disco raggiunge il #2 in classifica nella natìa Norvegia, il #3 in Italia e il #49 nel Regno Unito. "Misread" è il singolo di successo. Pubblicato il giorno del Solstizio, è disco da sole di mezzanotte, che riluce di algida, pallida bellezza e profonde malinconia e serenità.



(album completo qui: https://tinyurl.com/3arddey4)

venerdì 3 maggio 2024

Marillion: "Marbles" (2004)

Usciva vent'anni fa oggi "Marbles", album dei prog rocker britannici Marillion. Gargantuesco e verboso, composto di ben quindici tracce per una durata di oltre 98 minuti che corrono su due cd o tre LP, è una delle opere più ambiziose della seconda metà della carriera del gruppo. Interminabile ed eccessivo come il prog rock richiede, è fortunatamente nobilitato dalla presenza di alcune canzoni fantastiche come le lunghe "Invisible Man" e "Neverland", che aprono e chiudono l'album con epos da oltre dodici minuti l'una.



(disco completo: https://tinyurl.com/2p8fe2m5)

mercoledì 24 aprile 2024

Gianni Maroccolo: "A.C.A.U. La Nostra Meraviglia" (2004)

Esce nell'aprile di vent'anni fa "A.C.A.U. La Nostra Meraviglia", debutto da solista del bassista e produttore italiano Gianni Maroccolo, vero deus ex machina della scena indipendente del Bel Paese: fondatore dei Litfiba, dei CSI e dei PGR, produttore di CCCP, Timoria, Bandabardò, Yo Yo Mundi, Andrea Chimenti, Marlene Kuntz... E su questo suo primo lavoro, molti dei vecchi amici e dei compagni di strada lo accompagnano: Piero Pelù, Giovanni Lindo Ferretti, Manuel Agnelli, Ginevra di Marco, Giorgio Canali, Cristiano Godano, Francesco Renga, e anche nomi anomali come Jovanotti e Franco Battiato, Bonaventura Licheri e Raiz.



(disco completo qui: https://tinyurl.com/56uuhryh)

mercoledì 20 marzo 2024

La Quiete: "la fine non è la fine" (2004)

Veniva completato nell'inverno di venti anni fa "la fine non è la fine", unico album in studio del gruppo forlivese La Quiete, una delle principali formazioni post hardcore italiane degli anni zero. Testimonianza del loro valore, questo disco, un vero, piccolo capolavoro del Belpaese. Se non avete paura dello screamo e vi piace il post punk, non è solo consigliato, ma quasi indispensabile.



(disco completo: https://tinyurl.com/ym7spbfe)

venerdì 9 febbraio 2024

Franz Ferdinand: "Franz Ferdinand" (2004)

Vent'anni fa oggi usciva l'album di debutto omonimo degli scozzesi Franz Ferdinand. Il disco fu uno dei principali al centro del revival del garage rock e della new wave degli anni zero, amato dalla critica e da un pubblico che ne acquistò oltre tre milioni di copie, di cui uno nel Regno Unito e uno in America.



(disco completo qui: http://tinyurl.com/2yv6pj29
)

Non ci pensavamo, nel 2004, alla possibilità che il rock fosse agli sgoccioli. Eravamo giovani e sciocchi, incendiati da vari flipper ormonali e dal lusso di essere l'ultima generazione che poteva permettersi di credere al progresso.

Ouff, preambolo impegnativo per un disco di indie-rock senza molte pretese politiche, nevvero? Il punto é che la leggerezza dei FF é un relitto d'altri tempi. Con il senno di poi, é anche una delle incarnazioni più pure dell'anima rock, leggera e festaiola senza essere superficiale, stilosa e originale senza mai sforare nel cattivo gusto di essere trendy o, per l'amor di Dio, elegante. Il loro disco d'esordio è scritto ed interpretato da quattro "ragazzi" che nel 2004 sono già trentenni (il frontman Kapranos é nato nel '72, per dire), ma potrebbe benissimo essere uscito, praticamente così com'é, davvero in qualsiasi epoca: fianco a fianco con il Bowie glam o in competizione con i Clash, da compagni di merende dei Jesus and Mary Chain nei tardi '80s o come controparte cazzona dei primissimi Suede.

Non ce n'eravamo resi conto, vent'anni fa, di quante canzoni stra-or-di-na-rie ci siano su quest'album: non solo i singoli, dalla ciclonica "This Fire" al totem "Take Me Out", da "The Dark of the Matinée" alle torride, sensualissime "Darts of Pleasure" e "Michael"; ma non esistono brani minori su Franz Ferdinand 2004, perche anche i pezzi meno celebrati come "Cheating on You", "40'" e "Come on Home" fanno sfracelli e contribuiscono ad un disco dal passo brillante. Per tacere dell'opening "Jacqueline", esclusa da anni dalle scalette, e però richiesta a gran voce a tanti loro concerti. Okay, alcuni loro concerti... Uno solo, va bene. Si, l'ho chiesta io, e me l'hanno pure fatta. Contentə ora, lettorə?

Chi scrive, e la maggioranza di chi nel 2004 ascoltava rock, non avrebbe potuto immaginare che, delle band emerse negli anni '00, i FF sarebbero stati quelli con la parabola più degna. Senza mai più raggiungere la perfezione dell'esordio, i Franz Ferdinand saranno una fonte affidabile di musica prodotta in maniera artigianale e genuina, senza mai cedere alla tentazione di barare per conquistare spazi più grandi (e assegni più sostanziosi). Senza mai tradire l'etichetta indie che li ha lanciati, e di fatto fungendo da fonte di sostentamento per un gran numero di altre band che quell'etichetta (Domino) ha provveduto a lanciare.

Vent'anni dopo il loro esordio, non possiamo davvero più dare i Franz Ferdinand per scontati.

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