Il 18 luglio del 1966 esce "Fifth Dimension", terzo album in studio dei Byrds e loro assoluto capolavoro, oltre che uno dei dischi fondamentali degli anni sessanta per la sua capacità di mutare il folk rock in psichedelia.
(disco completo qui: "Fifth Dimension")
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sabato 18 luglio 2026
sabato 21 giugno 2025
Byrds: "Mr Tambourine Man" (1965)
Il 21 giugno di sessant'anni fa esce "Mr. Tambourine Man", primo LP dei Byrds. Il successo dell'album e dell'omonimo singolo (inciso il 20 gennaio con l'aiuto di alcuni sessionmen e pubblicato ad aprile) aprì la strada al folk rock, un genere di musica influenzato tanto dai Beatles e dai Beach Boys quanto dai folksinger quali Bob Dylan e Pete Seeger (entrambi rappresentati in metà delle canzoni del disco, alle quali si accompagnano originali del gruppo firmati in gran parte da Gene Clark). Sebbene diversi gruppi e artisti avessero tentato la carta del folk rock in qualche brano (Beatles, Bob Dylan, Animals fra gli altri), fu questo il disco che maggiormente diede impulso al genere. Album non perfetto, ma fondamentale.
(disco completo qui: https://tinyurl.com/bdzehm5z)
(disco completo qui: https://tinyurl.com/bdzehm5z)
mercoledì 17 novembre 2021
Byrds: "Farther Along" (1971)
Usciva cinquant'anni fa oggi "Farther Along", ultimo album dei Byrds prima dell'infausta reunion del 1973. Un disco minore del loro repertorio, un modo sottotono di chiudere una carriera, ma un disco che merita comunque l'affetto dei fan per una certa dolorosa sincerità. Mai più ritrovata.
(disco completo: https://tinyurl.com/aft7yuj3)
(disco completo: https://tinyurl.com/aft7yuj3)
lunedì 26 agosto 2019
Byrds: "Ballad of Easy Rider" (1969)
Sono passati pochi giorni dalla morte di Peter Fonda, l'attore assurto a fama imperitura grazie al road movie hippie "Easy Rider". Casualmente, questo avviene pochi giorni prima del cinquantennale di "Ballad of Easy Rider", disco dei The Byrds ispirato proprio dalla loro collaborazione alla colonna sonora del film.
Il disco fu registrato tra il 17 giugno e il 26 agosto del 1969 e contiene un arrangiamento diverso della canzone omonima rispetto a quello che si ascolta nel film.
giovedì 30 agosto 2018
Byrds: "Sweetheart of the Rodeo" (1968)
I Byrds si presentano con "Sweetheart of the Rodeo" dopo un periodo
veramente confuso della loro carriera. Avevano concluso il 1967 con la
pubblicazione di "The Notorious Byrd
Brothers", durante e dopo il quale avevano definitivamente lasciato il
cantante-chitarrista David Crosby (diretto a fondare Crosby, Stills
& Nash), il cantante-compositore Gene Clark e il batterista Michael
Clarke. Di fatto erano rimasti solo due Byrds, il cantante-chitarrista
Roger McGuinn e il bassista-cantante Chris Hillman.
I due superstiti arruolano il batterista Kevin Kelley e un promettente
cantante, chitarrista, pianista e compositore di nome Gram Parsons, allo
stesso tempo un hippie innamorato delle droghe psichedeliche e un
grande appassionato di musica country. Sebbene il country fosse fin
dalla fondazione del rock'n'roll un elemento di base della sua formula
magica, Gram Parsons è probabilmente il primo a pensare che le sue forme
più pure e non edulcorate potessero essere introdotte pienamente nel
mondo del rock.
In questo momento di confusione, Gram Parsons, che ha le idee chiarissime, diventa il motore della band durante le registrazioni di "Sweetheart of the Rodeo", il disco che lancia il country rock in America. C'è da dire che non si tratta del primo disco di country rock (probabilmente i lavori dei Dillard Brothers e soprattutto della International Submarine Band, la precedente formazione guidata da Gram), ma è il primo di una band di primaria grandezza. E sebbene molte band in quel periodo stessero recuperando le sonorità country, dai Creedence Clearwater Revival alla Band ai Grateful Dead, sono i Byrds i primi a basare completamente il proprio suono su quel genere da tanti considerato ormai il relitto vapido e inconsistente di redneck e reazionari.
Nel bene e nel male, questo è pregio e limite dell'opera: la radicalità del disco fu uno choc per il mondo hippie del 1968 (a partire da "The Christian Life", cover dei Louvin Brothers che cantano la bellezza e la semplicità di una vita che segue i tradizionali valori cristiani), ma lo è anche per gli ascoltatori odierni, a meno che non siate appassionati di country schietto e puro.
A chi scrive pare che l'atteggiamento dei Byrds sia ancora troppo pedissequo rispetto alla libertà interpretativa di cui si erano ammantate le band sunnominate, e quindi il disco risulti un po' sterile, nonostante goda della presenza di due ulteriori 'regali' di Bob Dylan ("You ain't going nowhere", "Nothing was delivered") e di una delle migliori composizioni della carriera di Gram ("Hickory Wind").
Per rendere il suono più fedele alla tradizione, al quartetto si aggiungono diversi ospiti quali Clarence White alla chitarra elettrica e JayDee Maness alla pedal steel guitar, che si sostituiscono agli assoli psichedelici alla Rickenbacker di McGuinn, contribuendo anch'essi a cambiare il suono della band.
Dopo avere inciso il disco e pubblicato i primi singoli, i Byrds partecipano a trasmissioni musicali country, pensando di poter gettare un ponte con gli ascoltatori di quel genere: vengono sbeffeggiati, insultati, trattati come violentatori della tradizione musicale americana rurale. Si spostano poi in Inghilterra per un concerto benefico prima di partire per il Sud Africa nonostante l'apartheid, convinti da Miriam Makeba che la loro musica avrebbe potuto portare un messaggio positivo nonostante tutto. Gram Parsons, però, divenuto amico di Jagger e Richards, decide che i suoi appetiti psichedelici e chimici vengono prima dei doveri nei confronti della band: già risentito perché ritiene di non avere avuto abbastanza spazio nell'album, molla i compagni con la scusa dell'apartheid e se ne rimane a Londra con i suoi colleghi tossici, gettandosi a capofitto nello stile di vita che lo ucciderà il 19 settembre del 1973, poco prima di compiere 27 anni.
- Prog Fox
In questo momento di confusione, Gram Parsons, che ha le idee chiarissime, diventa il motore della band durante le registrazioni di "Sweetheart of the Rodeo", il disco che lancia il country rock in America. C'è da dire che non si tratta del primo disco di country rock (probabilmente i lavori dei Dillard Brothers e soprattutto della International Submarine Band, la precedente formazione guidata da Gram), ma è il primo di una band di primaria grandezza. E sebbene molte band in quel periodo stessero recuperando le sonorità country, dai Creedence Clearwater Revival alla Band ai Grateful Dead, sono i Byrds i primi a basare completamente il proprio suono su quel genere da tanti considerato ormai il relitto vapido e inconsistente di redneck e reazionari.
Nel bene e nel male, questo è pregio e limite dell'opera: la radicalità del disco fu uno choc per il mondo hippie del 1968 (a partire da "The Christian Life", cover dei Louvin Brothers che cantano la bellezza e la semplicità di una vita che segue i tradizionali valori cristiani), ma lo è anche per gli ascoltatori odierni, a meno che non siate appassionati di country schietto e puro.
A chi scrive pare che l'atteggiamento dei Byrds sia ancora troppo pedissequo rispetto alla libertà interpretativa di cui si erano ammantate le band sunnominate, e quindi il disco risulti un po' sterile, nonostante goda della presenza di due ulteriori 'regali' di Bob Dylan ("You ain't going nowhere", "Nothing was delivered") e di una delle migliori composizioni della carriera di Gram ("Hickory Wind").
Per rendere il suono più fedele alla tradizione, al quartetto si aggiungono diversi ospiti quali Clarence White alla chitarra elettrica e JayDee Maness alla pedal steel guitar, che si sostituiscono agli assoli psichedelici alla Rickenbacker di McGuinn, contribuendo anch'essi a cambiare il suono della band.
Dopo avere inciso il disco e pubblicato i primi singoli, i Byrds partecipano a trasmissioni musicali country, pensando di poter gettare un ponte con gli ascoltatori di quel genere: vengono sbeffeggiati, insultati, trattati come violentatori della tradizione musicale americana rurale. Si spostano poi in Inghilterra per un concerto benefico prima di partire per il Sud Africa nonostante l'apartheid, convinti da Miriam Makeba che la loro musica avrebbe potuto portare un messaggio positivo nonostante tutto. Gram Parsons, però, divenuto amico di Jagger e Richards, decide che i suoi appetiti psichedelici e chimici vengono prima dei doveri nei confronti della band: già risentito perché ritiene di non avere avuto abbastanza spazio nell'album, molla i compagni con la scusa dell'apartheid e se ne rimane a Londra con i suoi colleghi tossici, gettandosi a capofitto nello stile di vita che lo ucciderà il 19 settembre del 1973, poco prima di compiere 27 anni.
- Prog Fox
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