"Presence", settimo album in studio dei Led Zeppelin, veniva pubblicato il 31 marzo del 1976 in America e il 2 aprile successivo nel Regno Unito. Il disco usciva in un momento di difficoltà del gruppo: Robert Plant incide l'album in sedia a rotelle a causa di un incidente stradale, e l'atmosfera di trionfo dei primi anni sta lasciando il posto a una crisi senza fine.
(disco completo qui: "Presence")
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sabato 4 aprile 2026
lunedì 24 febbraio 2025
Led Zeppelin: "Physical Graffiti" (1975)
Esce il 24 febbraio di cinquant'anni fa il doppio album "Physical Graffiti", il disco più mastodontico e gargantuesco della carriera dei Led Zeppelin, di cui costituisce il sesto album in studio. L'album contiene, oltre a brani incisi appositamente per il lavoro, anche alcuni brani inediti scartati da sessioni di registrazioni precedenti. Nonostante qualche riempitivo, il disco trasuda capolavori e pezzi leggendari della formazione britannica, tra i quali il più noto è la pachidermica "Kashmir". Raggiunge la prima posizione in classifica nel Regno Unito, in America e in Canada, si colloca nelle prime cinque posizioni in Australia, Austria, Finlandia, Germania, Norvegia, Nuova Zelanda e Spagna, con 8 milioni di copie vendute nella sola America, ed è incluso nei 500 migliori album di ogni tempo dalla rivista Rolling Stone (2003, 2012, 2020), nella classifica dei 100 migliori dischi di sempre delle riviste Mojo (1996) e Q (2003, 2006).
(disco completo qui: https://tinyurl.com/2s382j3m)
(disco completo qui: https://tinyurl.com/2s382j3m)
martedì 28 marzo 2023
Led Zeppelin: "Houses of the Holy" (1973)
Esce il 28 marzo del 1973 "Houses of the Holy", quinto album dei Led Zeppelin, una delle massime formazioni rock di tutti i tempi. Disco fra i più eclettici del gruppo, vede gli Zeppelin impegnati nelle proprie composizioni più progressive ("the Song remains the Same", "The Rain Song", "Over the hills and far away", "No quarter") e quelle più scanzonate e autoironiche ("Dancing Days", "Dyer Maker", "The Crunge"). Ennesimo LP clamoroso per Page, Plant, Jones & Bonham.
(disco completo: https://tinyurl.com/5cfjerd6)
(disco completo: https://tinyurl.com/5cfjerd6)
lunedì 8 novembre 2021
Led Zeppelin: "Led Zeppelin IV"/"ZOSO" (1971)
L'8 novembre del 1971 viene pubblicato il quarto album dei Led Zeppelin. Privo di titolo, diverrà noto come "Led Zeppelin IV" o "ZOSO" dal nome di uno dei simboli esoterici presenti sulla copertina. Il disco è uno dei massimi capolavori dell'hard rock e presenta una serie di classici immortali tra i quali spicca, naturalmente, "Stairway to Heaven", una delle più grandi canzoni rock di tutti i tempi e modello quintessenziale di ogni ballata heavy metal successiva.
(disco completo qui: https://tinyurl.com/zxdxn68)
(disco completo qui: https://tinyurl.com/zxdxn68)
lunedì 5 ottobre 2020
Led Zeppelin: "Led Zeppelin III" (1970)
Cinquant'anni fa oggi veniva pubblicato "Led Zeppelin III", terzo album in studio dei Led Zeppelin, uno dei massimi gruppi della storia del rock. L'album mostrò gli Zeppelin in piena fase sperimentale: oltre agli usuali hard rock granitici e blues iperacidi, infatti, troviamo arrangiamenti mediorientali, strumenti inusuali e profonde influenze folk, con le quali stupirono (e forse delusero anche un po') il pubblico e la critica più conformisti.
(il disco completo si può ascoltare qui: https://tinyurl.com/y2hkxndt)
(il disco completo si può ascoltare qui: https://tinyurl.com/y2hkxndt)
martedì 22 ottobre 2019
Led Zeppelin: "Led Zeppelin II" (1969)
Era il 22 ottobre di cinquant'anni fa quando veniva pubblicato uno degli ultimi capolavori degli anni sessanta: si trattava di "Led Zeppelin II" dei Led Zeppelin, l'album che completava l'uno-due devastante del gruppo che con queste perle aveva di fatto fondato l'hard rock moderno e forse anche tutto il rock degli anni settanta.
(il disco completo si può ascoltare qui: https://www.youtube.com/ playlist?list=PLA2K7Uhu9TwD YnDiaPGdp1LKwZAMmHhig)
(il disco completo si può ascoltare qui: https://www.youtube.com/
giovedì 15 agosto 2019
Led Zeppelin: "In through the out door" (1979)
Il 15 agosto di quarant'anni fa esce "In through the out door", ultimo album in studio dei Led Zeppelin. Il 25 settembre del 1980, John 'Bonzo' Bonham sarebbe morto soffocato come conseguenza di un incontrollato abuso di alcolici, ponendo fine alla carriera di una delle più grandi rockband di tutti i tempi.
"In through the out door" rimane così il canto del cigno delala formazione britannica - un po' un anticlimax, essendo l'LP un tipico disco di transizione, all'epoca necessario soprattutto per testimoniare di essere ancora vivi dopo tre anni durissimi dal punto di vista personale.
(si può ascoltare il disco completo qui:https://www.youtube.com/ playlist?list=OLAK5uy_krTaS oFeZ3at_CFFnIwocrWyMAc6Tyo So)
mercoledì 31 ottobre 2018
Led Zeppelin: "Led Zeppelin" (1968)
Tra il settembre e l'ottobre di cinquant'anni fa, un totale di 36 ore di registrazione per una spesa di 2'000 sterline frutta a quattro musicisti inglesi un contratto discografico per la pubblicazione del loro primo album, chiamato, proprio come la band, "Led Zeppelin".
Sarebbe stato pubblicato il 12 gennaio del 1969.
(il disco completo si trova qua:https://www.youtube.com/
Gli elementi del disco di esordio dei Led Zeppelin erano già lì quando lo registrarono: tutto stava a fonderli fra loro con il giusto amalgama.
Il blues rock aveva dominato gli anni sessanta in Inghilterra, e Jimmy Page (24 anni) era stato il chitarrista solista degli Yardbirds, uno dei principali esponenti del genere, dai quali appunto era sorta la sua nuova band. Il bassista John Paul Jones (pseudonimo di John Richard Baldwin, 22 anni) aveva lavorato come sessionman e arrangiatore in molta musica psichedelica. Il canto di Robert Plant (20 anni, di madre romani) si ispirava chiaramente a quello del primo grande urlatore, quel Roger Daltrey degli Who che creò la figura del cantante hard/metal moderno, sospeso fra delicatezza e acuti sgolati. John Bonham (20 anni), reciproco di Keith Moon, rappresenta con lui probabilmente il più importante e influente batterista del rock del decennio
Il suono di Jimi Hendrix era apparso fra 1966 e 1967 e cambiato per sempre la chitarra. Ma nessuna band aveva messo insieme acid rock e blues rock con questo livello di energia sonora.
La caratteristica rivoluzionaria dei Led Zeppelin, infatti, è quella di cancellare completamente ogni sfumatura di colore dalla musica. In tutti i precedenti tentativi di hard rock, dagli Steppenwolf agli Iron Butterfly, rimanevano come aspetto fondamentale le coloriture, da un uso folk-country delle chitarre acustiche a sottigliezze batteristiche, a uso di strumenti inusuali che rimandavano a forme musicali diverse (il vaudeville per i Beatles e i Kinks, la musica classica nelle letture bachiane dei Procol Harum). Qui il suono è come in bianco e nero: la batteria è complessa ma spinta sulla tonalità del mostruoso da Bonham (la sua importanza nello sviluppo del suono della band non può essere minimizzata), persino in una ballata acustica come "Babe I'm gonna leave you", i cui ritmi anomali sono affogati dalla foga marziale delle schitarrate di Page (unica eccezione, nel disco, resta la delicata digressione di chitarra acustica e tabla in "Black Mountain Side").
Da un lato, i Led Zeppelin ignorano completamente il proto-punk di Stooges, Velvet Underground ed MC5, riallacciandosi completamente alla tradizione blues di Willie Dixon e Howlin' Wolf (con citazioni letterali, peraltro, come "You shook me" e "I can't quit you baby"). Dall'altro, però il blues qui non è più né citazione o rielaborazione devota in contesti più o meno innovativi (come per Mike Bloomfield), nè trampolino di lancio per escursioni lisergiche (come per Jimi Hendrix) o per esplorazioni musicali collettive (come per Eric Clapton nei Cream), ma solo una base armonica sulla quale tracciare una visione musicale cupa, dalla quale trasuda un senso continuo di sopraffazione introversa, che talvolta cerca catarsi nel sarcasmo ("Good Times Bad Times", "Communication Breakdown", "How many more times"), ma più spesso si rifugia nella depressione, nella confusione, nella disperazione ("Babe I'm gonna leave you", "Dazed and Confused", "You shook me", "I can't quit you baby").
Un senso di rabbia repressa, come incapace di sfogarsi, permea molte delle tracce del disco e rappresenta la premessa indispensabile per interpretare gran parte del rock degli anni settanta, quel rock che non sarà più il segno della speranza in un futuro migliore (né della fuga dalla realtà dei giovani idealisti delusi che cercheranno nella nazione di Woodstock i propri beniamini musicali, come gli Who di "Tommy" o il John Lennon solista), ma un modo del tutto nuovo, una valvola di sfogo, per interpretare la realtà della generazione appena più giovane.
I Led Zeppelin con questo disco si assumono il compito di filtrare le idee di Jimi Hendrix per la generazione di musicisti e ascoltatori che da tali ispirazioni inventerà l'hard rock (per i ribelli e i violenti), il progressive rock (per gli intellettuali) e il glam rock (per i disadattati e gli escapisti) moderni.
Superblues elettrico che apre di fatto gli anni settanta in musica, il disco di debutto dei Led Zeppelin è un colossale dirigibile di piombo e uno dei più grandi album del rock del secondo Novecento. Avrà una influenza immensa sulla storia del rock e del metal, segnandoli soprattutto dal punto di vista psicologico.
- Prog Fox
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