Usciva il 27 agosto di cinquant'anni fa "Astounding Sounds, Amazing Music", sesto album in studio dei britannici Hawkwind. Licenziato Lemmy (sostituito dal canadese Paul Rudolph, ex-Pink Fairies) e rientrato in formazione il cantante e poeta Robert Calvert, il gruppo incide un disco di transizione fra lo space prog psichedelico dei dischi precedenti e le nervose influenze new wave di quelli successivi. C'è ancora da lavorare, ma la strada presa è quella giusta.
(disco in versione estesa qui: "Astounding Sounds, Amazing Music")
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giovedì 27 agosto 2026
domenica 18 maggio 2025
Hawkwind: "Warrior on the Edge of Time" (1975)
Esce il 9 maggio di cinquant'anni fa "Warrior on the Edge of Time", album degli Hawkwind. Si tratta del disco conclusivo della fase più progressive del complesso: Lemmy viene cacciato opportunisticamente dopo che le sue anfetamine sono scambiate per cocaina dalla polizia, il gruppo suona autoindulgente e un po' statico creativamente, nonostante gli apporti dello scrittore fantasy Michael Moorcock. Servirà il rientro di Robert Calvert per dare una scossa.
(disco completo qui: https://tinyurl.com/48u3p9h8)
(disco completo qui: https://tinyurl.com/48u3p9h8)
venerdì 6 settembre 2024
Hawkwind: "Hall of the Mountain Grill" (1974)
Usciva oggi cinquant'anni fa "Hall of the Mountain Grill", quinto album degli space/prog rocker britannici Hawkwind e decisamente uno dei dischi migliori del gruppo, efficace punto di incontro fra i suoi esordi più psichedelici e sperimentali e gli esiti più melodici e post-pinkfloydiani.
(disco completo qui --> https://tinyurl.com/39azppmj)
(disco completo qui --> https://tinyurl.com/39azppmj)
giovedì 24 novembre 2022
Hawkwind: "Doremi Fasol Latido" (1972)
Usciva il 24 novembre di cinquant'anni fa "Doremi Fasol Latido", terzo album degli space rocker psichedelici inglesi Hawkwind. Raggiungono la ciurma psicospaziale il bassista e cantante Lemmy Kilmister (proprio il futuro leader dei Motorhead) e il batterista Simon King, che contribuiranno a realizzare il suono classico della prima era della formazione. Le influenze krautrock rimangono maggiormente sullo sfondo mentre Dave Brock e Nik Turner evolvono come autori emergendo sempre più dalle nebbie cosmiche dei primi dischi.
(disco con tracce bonus: https://tinyurl.com/b2rjduz3)
(disco con tracce bonus: https://tinyurl.com/b2rjduz3)
venerdì 8 ottobre 2021
Hawkwind: "In Search of Space" (1971)
Cinquant'anni fa oggi, gli Hawkwind pubblicano il loro secondo album "In Search of Space".
"TECHNICIÄNS ÖF SPÅCE SHIP EÅRTH THIS IS YÖÜR CÄPTÅIN SPEÄKING YÖÜR ØÅPTÅIN IS DEA̋D"
(disco con tracce extra: https://tinyurl.com/3acyt67b)
"TECHNICIÄNS ÖF SPÅCE SHIP EÅRTH THIS IS YÖÜR CÄPTÅIN SPEÄKING YÖÜR ØÅPTÅIN IS DEA̋D"
(disco con tracce extra: https://tinyurl.com/3acyt67b)
sabato 6 ottobre 2018
Hawkwind (Hawklords): "25 years on" (1978)
Fra le tante bizzarrie del catalogo degli Hawkwind
bisogna certamente includere "25 years on", disco pubblicato
quarant'anni fa dal gruppo space rock inglese sotto il nome di Hawklords
per una serie di beghe contrattuali seguite alla fine del rapporto coi
loro manager.
(album completo qui: https://www.youtube.com/ watch?v=rHednjiiDtw)
"25 years on" è l'unico disco degli Hawkwind pubblicato a nome Hawklords per motivi di copyright, mentre il leader Dave Brock (chitarra, voce) cercava di risolvere il problema burocratico sorto dopo la disintegrazione della band pochi mesi prima dopo un tour nordamericano.
Il violinista Simon House aveva lasciato gli Hawkwind per unirsi a David Bowie, frustrato dal comportamento problematico del cantante e poeta Robert Calvert. Il gruppo si era disintegrato fino a che non erano rimasti solo Dave Brock e il batterista Simon King, con materiale a sufficienza per un disco accantonato a giugno (sarebbe stato pubblicato un anno dopo come "PXR5", di cui abbiamo fatto la recensione qui: https://ceraunavoltailrock.blogspot.com/2018/06/hawkwind-pxr5.html).
Ristabilitosi, Calvert raggiunse i due compagni e a loro si unirono due amici che avevano già lavorato con lui e Brock, il bassista Harvey Bainbridge e il batterista Martin Griffin, nonché un sesto componente, il tastierista Steve Swindells.
Questa formazione compose e incise rapidamente, fra giugno e agosto, il discreto "25 years on", che prosegue la tradizione di dischi degli Hawkwind in cui gli usuali temi fantascientifici e space rock sono pesantemente contaminati da elementi new wave.
"25 years on" è un passo avanti rispetto al pure discreto "PXR5" accantonato subito prima: come in quel disco, due sono i capolavori presenti sull'album, in primis il fantastico pezzo di apertura "Psi Power", disperata richiesta di aiuto di un telepate che non riesce più a tenere fuori i pensieri del mondo dalla propria testa, costruita su un accattivante riff di chitarra con le gustose tastiere di Swindells e uno straziante, orecchiabile ritornello corale; il secondo è la successiva "Fall free", pezzo la cui intro e la cui outro sono nobilitate da un delizioso, commovente assolo di Swindells.
Altri tre brani dell'album sono di buon livello: l'ossessiva "25 years on" è new wave elettronica che ricorda le opere contemporanee dei Devo, e anche il rock'n'roll obliquo di "Flying Doctor" reca marchi new wave. La conclusiva "The Age of the Micro-Men" è anch'essa un buon brano nella tradizione solenne degli Hawkwind, anche se certamente sa di già sentito.
Discreti infine lo space rock appena più vecchia maniera di "The Only Ones" e la deprimente "The Dead Dreams of the Cold War Kid", ai quali contribuisce anche il violino di Simon House, che si scusa coi vecchi colleghi per la fuga presso il Duca Bianco donando loro il proprio contributo in studio.
Nel complesso non c'è una brutta traccia in questo più che discreto disco degli Hawkwind, che li conferma in buona forma anche nell'era della new wave.
- Prog Fox
(album completo qui: https://www.youtube.com/
"25 years on" è l'unico disco degli Hawkwind pubblicato a nome Hawklords per motivi di copyright, mentre il leader Dave Brock (chitarra, voce) cercava di risolvere il problema burocratico sorto dopo la disintegrazione della band pochi mesi prima dopo un tour nordamericano.
Il violinista Simon House aveva lasciato gli Hawkwind per unirsi a David Bowie, frustrato dal comportamento problematico del cantante e poeta Robert Calvert. Il gruppo si era disintegrato fino a che non erano rimasti solo Dave Brock e il batterista Simon King, con materiale a sufficienza per un disco accantonato a giugno (sarebbe stato pubblicato un anno dopo come "PXR5", di cui abbiamo fatto la recensione qui: https://ceraunavoltailrock.blogspot.com/2018/06/hawkwind-pxr5.html).
Ristabilitosi, Calvert raggiunse i due compagni e a loro si unirono due amici che avevano già lavorato con lui e Brock, il bassista Harvey Bainbridge e il batterista Martin Griffin, nonché un sesto componente, il tastierista Steve Swindells.
Questa formazione compose e incise rapidamente, fra giugno e agosto, il discreto "25 years on", che prosegue la tradizione di dischi degli Hawkwind in cui gli usuali temi fantascientifici e space rock sono pesantemente contaminati da elementi new wave.
"25 years on" è un passo avanti rispetto al pure discreto "PXR5" accantonato subito prima: come in quel disco, due sono i capolavori presenti sull'album, in primis il fantastico pezzo di apertura "Psi Power", disperata richiesta di aiuto di un telepate che non riesce più a tenere fuori i pensieri del mondo dalla propria testa, costruita su un accattivante riff di chitarra con le gustose tastiere di Swindells e uno straziante, orecchiabile ritornello corale; il secondo è la successiva "Fall free", pezzo la cui intro e la cui outro sono nobilitate da un delizioso, commovente assolo di Swindells.
Altri tre brani dell'album sono di buon livello: l'ossessiva "25 years on" è new wave elettronica che ricorda le opere contemporanee dei Devo, e anche il rock'n'roll obliquo di "Flying Doctor" reca marchi new wave. La conclusiva "The Age of the Micro-Men" è anch'essa un buon brano nella tradizione solenne degli Hawkwind, anche se certamente sa di già sentito.
Discreti infine lo space rock appena più vecchia maniera di "The Only Ones" e la deprimente "The Dead Dreams of the Cold War Kid", ai quali contribuisce anche il violino di Simon House, che si scusa coi vecchi colleghi per la fuga presso il Duca Bianco donando loro il proprio contributo in studio.
Nel complesso non c'è una brutta traccia in questo più che discreto disco degli Hawkwind, che li conferma in buona forma anche nell'era della new wave.
- Prog Fox
venerdì 15 giugno 2018
Hawkwind: "PXR5" (1978)
Il 15 giugno del 1979 uscì "PXR5" degli Hawkwind... Che però era stato
completato un anno prima. Questo perché gli Hawkwind si erano sciolti
nel frattempo, e Dave Brock aveva raccolto il materiale prodotto prima
della dissoluzione della band, che fu pubblicato dopo la sua rinascita
dopo una breve parentesi col nome di Hawklords.
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