Usciva trent'anni fa oggi "There's nothing wrong with love", secondo album degli americani Built to Spill. Disco clamoroso, rappresenta la consacrazione critica del rinnovato terzetto (con Brett Nelson che sostituisce Brett Netson al basso e Andy Capps che sostituisce Ralph Youtz alla batteria) dopo l'esordio dell'anno precedente ("Ultimate Alternative Wavers"), in uno stile che è già post-grunge e che anticipa gli anni zero, ma con l'energia degli anni novanta e senza l'astenia del gruppo indie medio.
(disco completo qui: https://tinyurl.com/3kv5ymkz)
Visualizzazione post con etichetta built to spill. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta built to spill. Mostra tutti i post
venerdì 13 settembre 2024
lunedì 1 maggio 2023
Built to Spill: "Ultimate Alternative Wavers" (1993)
Esce nel maggio di trent'anni fa "Ultimate Alternative Wavers", disco degli americani Built to Spill, originari di Boise, Idaho. L'ambizione abbastanza evidente del cantante e chitarrista Doug Martsch è di essere il Neil Young della generazione grunge. Fatto sta che con questo disco perfetto che mescola post rock, grunge e college rock il trio riesce in pieno a soddisfare le sue ambizioni. E riesce anche a non annoiare nonostante una certa propensione ai tempi moderati, soprattutto grazie alla sfrenata fantasia chitarristica del leader.
(disco completo qui: https://tinyurl.com/2s487ky6)
(disco completo qui: https://tinyurl.com/2s487ky6)
sabato 2 febbraio 2019
Built to Spill: "Keep it like a secret" (1999)
Il 2 febbraio di vent'anni fa esce "Keep it like a secret", quarto album degli americani Built to Spill, una delle più importanti band di post-grunge degli anni '90. Un disco formalmente perfetto che segue forse appena troppo
pedissequamente le orme del precedente capolavoro "Perfect from now on".
(disco completo disponibile qui: https://www.youtube.com/ watch?v=qFZSXc6wH0A)
Dave Martsch e i suoi amici hanno realizzato, con la prima trilogia dei Built to Spill, uno dei percorsi fondamentali nel definire il passaggio dal grunge al post rock e all'indie degli anni zero. Vertice formale di questa elucubrazione è stato "Perfect from now on", che nel titolo riassume perfettamente il senso della carriera del gruppo: il percorso creativo è stato compiuto, e ora si passerà a un diligente raccolto che non aggiungerà tasselli significativi alla storia del rock.
"Keep it like a secret", che lo segue di circa un paio d'anni, dimostra appunto questa tesi con una sequenza di canzoni, alcune delle quali eccellenti, che però potrebbero tutte apparire in modo interscambiabile con quelle del disco precedente.
Gli ingredienti ci sono tutti: la voce e la chitarra noise da Neil Young dell'era grunge di Martsch, le onde sonore avvolgenti di chitarre e batteria, le strutture dilatate e ripetitive, le variazioni imprevedibili - forse però ora un poco più prevedibili questa volta nelle loro dinamiche.
Canzoni come "The Plan", la devastante, superba "Carry the Zero" e la meditabonda "You were right" (densa di citazioni rock: Neil Young, Rolling Stones, Bob Dylan, Kansas, Pink Floyd, Jimi Hendrix) si aggiungono al canone del sublime tracciato dal gruppo, il livello delle esecuzioni è prodigioso come sempre, ma la porta si è chiusa sul mondo e ora tutto ciò che il gruppo porterà a casa è principalmente un lavoro di revisione e di fino sulle componenti giunte negli anni precedenti.
Per tutti questi motivi, il disco non potrà che entusiasmare i fan, ma lasciare un minimo di amarezza a chi chiede ai propri beniamini di gettare sempre il cuore oltre l'ostacolo, anche a costo di un passo falso.
- Red
(disco completo disponibile qui: https://www.youtube.com/
Dave Martsch e i suoi amici hanno realizzato, con la prima trilogia dei Built to Spill, uno dei percorsi fondamentali nel definire il passaggio dal grunge al post rock e all'indie degli anni zero. Vertice formale di questa elucubrazione è stato "Perfect from now on", che nel titolo riassume perfettamente il senso della carriera del gruppo: il percorso creativo è stato compiuto, e ora si passerà a un diligente raccolto che non aggiungerà tasselli significativi alla storia del rock.
"Keep it like a secret", che lo segue di circa un paio d'anni, dimostra appunto questa tesi con una sequenza di canzoni, alcune delle quali eccellenti, che però potrebbero tutte apparire in modo interscambiabile con quelle del disco precedente.
Gli ingredienti ci sono tutti: la voce e la chitarra noise da Neil Young dell'era grunge di Martsch, le onde sonore avvolgenti di chitarre e batteria, le strutture dilatate e ripetitive, le variazioni imprevedibili - forse però ora un poco più prevedibili questa volta nelle loro dinamiche.
Canzoni come "The Plan", la devastante, superba "Carry the Zero" e la meditabonda "You were right" (densa di citazioni rock: Neil Young, Rolling Stones, Bob Dylan, Kansas, Pink Floyd, Jimi Hendrix) si aggiungono al canone del sublime tracciato dal gruppo, il livello delle esecuzioni è prodigioso come sempre, ma la porta si è chiusa sul mondo e ora tutto ciò che il gruppo porterà a casa è principalmente un lavoro di revisione e di fino sulle componenti giunte negli anni precedenti.
Per tutti questi motivi, il disco non potrà che entusiasmare i fan, ma lasciare un minimo di amarezza a chi chiede ai propri beniamini di gettare sempre il cuore oltre l'ostacolo, anche a costo di un passo falso.
- Red
Iscriviti a:
Post (Atom)
ARTISTI IN ORDINE ALFABETICO: # -- A -- B -- C -- D -- E -- F -- G -- H -- I -- J -- K -- L -- M -- N -- ...
-
ARTISTI IN ORDINE ALFABETICO: # -- A -- B -- C -- D -- E -- F -- G -- H -- I -- J -- K -- L -- M -- N -- ...
-
Il 25 settembre marcava il compleanno del cervelloticamente titolato "1.Outside: The Nathan Adler Diaries: A Hyper Cycle", ventesi...


