giovedì 17 settembre 2026

Cake: "Fashion Nugget" (1996)

Esce il 17 settembre di trent'anni fa "Fashion Nugget", secondo album dei Cake. Il disco vende un milione di copie grazie anche al successo dei singoli "The Distance" (#4 nel Regno Unito) e "I Will Survive" (sgangherata, esilarante cover del brano di Gloria Gaynor).



(disco completo qui: "Fashion Nugget")

Per avere una chiara idea di quello che era il mondo del rock alternativo verso la metà degli anni novanta, si deve abbracciare la vastità delle proposte portate nel genere. I confini fra grunge, hard, punk, rock, funky, hip-hop vengono progressivamente abbattuti da band innovative e intelligenti, che creano album fantastici ingiustamente trascurati o dimenticati a distanza di pochi anni.

Fra questi sta certamente "Fashion Nugget" dei Cake, band di Sacramento (California) che realizza con il suo secondo album un piccolo capolavoro di eclettismo. La band ha almeno due caratteristiche veramente anomale: il modo di cantare dell'eccellente John McCrea, spesso dedito a un monotono baritono che incrocia il talking blues al rap; e l'ingombrante presenza solista della tromba di Vince Di Fiore. A completare la formazione stanno strumentisti di tutto rispetto: la sezione ritmica fantasiosa e funky di Todd Roper (batteria) e Victor Damiani (basso), e la chitarra elettrica di Greg Brown, capace di spaziare da un uso sofisticato del power chord alla ritmica funky, al solismo sgrammaticato di "I will survive", una delle tre cover del disco e uno dei brani più famosi e riusciti dell'album.

Parlandone nel complesso, "Fashion Nugget" mostra non solo le influenze già citate - funky, hip hop, grunge, power pop - ma anche il country, esplicitamente presente in "Stickshifts and Safetybelts"; e il tutto filtrato da un modo di pensare il rock che è puramente laterale, denso di tessiture chiaramente sperimentali (la progressiva degenerazione strutturale di "Friend is a four letter word", i cori dissonanti di "Open Book").

L'album si apre con un quartetto di brani straordinari: "Frank Sinatra", "The Distance" (il singolo di maggiore successo, che lancia nella stratosfera la carriera della band in America), "Friend is a four letter word" e "Open Book", ma le perle sono distribuite con regolarità in un disco che ha pochi cali di tensione ("Perhaps, perhaps, perhaps", forse (ops), più che altro una cover per spezzare l'album in due).

Ai quattro brani di apertura e alla già citata "I will survive", vanno aggiunti altri tre piccoli capolavori, che portano a chiusura l'album (o meglio, introducono un'altra cover che lo chiude veramente, la delicata "Sad songs and waltzes" di Willie Nelson): la scazzatissima, funkeggiante "Nugget", la delicata gemma country rock "She'll come back to me" (con la splendida slide di Greg Brown) e quello che a nostro parere è il capolavoro del disco, "Italian Leather Sofa", che descrive la vita di una coppia di ricconi, lui imprenditore senza scrupoli, lei moglie oggetto ben felice di spenderne i soldi.

Nel complesso, "Fashion Nugget" è uno dei dischi più eclettici e riusciti del 1996. Vale la pena riscoprirlo.

- Prog Fox

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