venerdì 5 giugno 2026

Primal Scream: "Riot City Blues" (2006)

Gli scozzesi Primal Scream pubblicarono il loro ottavo album, Riot City Blues, il 5 di giugno del 2006. Dopo i fasti del rock elettronico del capolavoro "XTRMNTR" e del più che buono "Evil Heat", Gillespie e soci pubblicano di nuovo un album di rock and roll "classico", registrato a Londra in dieci giorni. La critica non apprezzerà.



(disco completo qui: "Riot City Blues")

I Primal Scream sono una band di contrasto bizzarri. Innovatori a più riprese, con dischi geniali come "Screamadelica" e "XTRMNTR" (e i loro fratelli minori, "Vanishing Point" e "Evil Heat"), ma anche proni al gettarsi anima e corpo in progetti che potremmo definire conservatori, come "Give Out but Dont Give Up" del 1994, o appunto questo "Riot City Blues". Album di puro blues rock, a tratti un po' glam ma soprattutto molto Rolling Stones, che arruffarono le piume della quasi totalità dei critici, che da questi Glaswegian si aspettano sempre e solo rock elettronico.

Ad onor del vero, "Riot City Blues" non fa parte del novero dei capolavori dei Primal Scream; sarebbe però ingeneroso cestinarlo come spazzatura, o "guilty pleasure". Si tratta infatti di un disco convincente, nella sua gretta sporcizia rock and roll, tutta incentrata su temi di droga, sesso e degrado, colpa e peccato. Un album che fa di tutto per apparire stupidotto, ma che nasconde una grossa dose di sarcasmo e un gran numero di riff di chitarra coinvolgenti. I singoli "Country Girl" e "Dolls" sono dei veri party bangers per quando il tasso alcolico ha raggiunto livelli moderati; e poi il glam travestito da southern rock di "We're Gonna Boogie" (un po' "Jean Genie", se vogliamo) e di "The 99th Floor", e ancora la psichedelia zeppeliniana di "Little Death" (capolavoro del disco), l'acidissima "When the Bomb Drops", e la ballad pseudo spirituale della chiusa "Sometimes I Feel so Lonely".

Si trova abbastanza varietà, su questi solchi, per rimanere soddisfatti e apprezzare il songwriting dei Primal Scream, anche quando questi decidono che non hanno voglia di usare il cervello. Band molto meno creative hanno pubblicato dischi molto meno divertenti, molto meno intensi, ricevendo recensioni molto meno cattive. Se è di rock and roll che avete voglia, i Primal Scream possono accontentarvi.

- Spartaco Ughi

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