domenica 28 giugno 2026

Housemartins: "London 0 Hull 4" (1986)

Il 28 giugno di quarant'anni fa viene pubblicato "London 0 Hull 4", LP di debutto degli Housemartins, fondati dal cantante Paul Heaton e dal chitarrista Stan Cullimore, e che ospitavano fra i loro membri il bassista Norman Cook, futuro Fatboy Slim.



(disco completo qui: "London 0 Hull 4")

Provenienti da Kingston upon Hull, gli Housemartins nascono nel 1983 come duo acustico formato dal cantante-chitarrista Paul Heaton e dal chitarrista Stan Cullimore, studente di matematica all'Università di Hull laureatosi nel 1984. Nello stesso anno, gli scioperi dei minatori contro il governo Thatcher inebriano una nuova stagione di band influenzate musicalmente dagli Smiths, tra i quali i McCarthy, e i due decidono di trasformare la loro musica acustica in un vero e proprio gruppo rock. Sale a bordo il batterista Hugh Whitaker e, dopo diversi cambi di formazione, il bassista Norman Cook.

Come detto, gli Housemartins costruiscono la propria musica su una importante base 'smithsiana' (anche grazie alle doti chitarristiche di Stan Cullimore, col quale Heaton imita la partnership autoriale Morrissey-Marr declinandola nella Heaton-Cullimore che si impone in gran parte delle canzoni del gruppo). Su di essa gli Housemartins innestano un deciso amore per il rock and roll e un uso di cori e ritmi quasi post-punk. Il loro album d'esordio è "London 0 Hull 4": un disco di musica estremamente pulita e lirica che fa dell'energia il suo mantra principale, con un fondo di positivismo filosofico che certamente manca nel pensiero e nei testi di Morrissey - Paul Heaton, che del gruppo è cantante e principale compositore, riassume la filosofia degli Housemartins nel retro di copertina, dove la band scrive: "Take Jesus - Take Marx - Take Hope".

In "Flag Day" il gruppo è ancora influenzato dagli Style Council di Paul Waller - d'altronde si parla del loro primo singolo, che risale all'anno precedente, quando nel gruppo c'era ancora il bassista Ted Kaye, co-autore del brano con Heaton e Cullimore. Il resto del disco vede meno enfasi sugli aspetti r&b/jazz (a eccezione della ballata pianistica "Lean on me", di cui è co-autore il pianista veterano Pete Wingfield, sessionman e turnista di lusso) e molto più Smiths, come in "Happy Hour", il delizioso brano di apertura, un perfetto singolo di pop cinico, in cui Heaton esamina la tristezza dell'impiegato della City in attesa dell'ora di andare al pub, che arriva al #3 in classifica; o come "Reverends Revenge", uno strumentale che sembra attendere solo un testo di Morrissey.

"Over there" è il brano più post punk, se fosse accelerato di qualche BPM e fosse cantato da qualche rocker rabbioso sarebbe un classico antemico; "We're not deep" tradisce un amore per gli anni cinquanta che ben si concilia con l'estetica di punk rocker come i Ramones; sull'altro estremo dello spettro, "Think for a minute" è il brano più arioso, riportato a terra solo dal melodismo del basso di Cook e dal call-and-response del ritornello.

Nel futuro, Heaton perderà gran parte della sua verve ottimistica creando i depressi Beautiful South; mentre Cook diventerà molto più famoso della band a cui apparteneva con lo pseudonimo di Fatboy Slim.

E comunque, per chi non è ancora convinto che la rivoluzione possa passare attraverso la perfetta canzone pop, ricordate che "Don't shoot someone tomorrow/ that you can shoot today".

- Red

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