In questi giorni si festeggia il quarantennale di un film di culto, la cui colonna sonora, curata da David Bowie e Trevor Jones, è altrettanto di culto. Stiamo parlando di "Labyrinth", diretto da Jim Henson, il creatore dei Muppets, sceneggiato dal Monty Python Terry Jones, e prodotto da George Lucas (Guerre Stellari). Protagonista Jennifer Connelly (appena sedicenne) e antagonista David Bowie nella parte del Re dei Goblin. Labyrinth fu un tremendo flop al botteghino, ma come altri film dell'epoca (si pensi a "Grosso guaio a Chinatown" di Carpenter) assurse a film di culto grazie al vhs e al passaparola degli appassionati.
(Colonna sonora completa qui: Labyrinth)
Dopo avere lavorato insieme al film "the Dark Crystal", gli artisti Jim Henson (creatore dei Muppets) e Brian Froud decidono di collaborare per un nuovo progetto, un film per ragazzi che abbia come protagonista un malvagio re dei goblin.
Nel 1983 Froud fornisce i primi schizzi delle creature che diverranno i pupazzi animati nel film, e con Henson contattano prima l'autore per bambini David Lee, che scrive un racconto basato sui loro schizzi e le loro idee, dal quale poi incaricano il Monty Python Terry Jones di scrivere la sceneggiatura del film. Da questa base, molte saranno le riscritture nel corso di un paio d'anni.
Quando David Bowie viene selezionato come antagonista nel ruolo di re dei goblin, Jim Henson lo fa con il preciso obiettivo di inserire numeri musicali moderni all'interno del film. È così che David Bowie e il grande compositore di colonne sonore Trevor Jones iniziano a collaborare alla stesura di musiche e canzoni.
Bowie e Jones ci deliziano con una soundtrack da fiaba; perfettamente integrata nel suono synth-pop dell'epoca (tastiere invadenti, batterie elettroniche), la colonna sonora riesce miracolosamente a mantenersi in equilibrio, anche grazie al mix fra brani strumentali (sei) ad altri (sei) cantati (cinque dei quali condotti dalla voce inconfondibile del Duca Bianco).
L'unità di intenti fra Trevor Jones e David Bowie è mirabile, tant'è vero che nemmeno si percepisce il fatto che i brani siano composti separatamente dai due (a eccezione della musica di apertura del film) e abbiano sostanzialmente musicisti differenti, anche grazie all'intelligenza di Bowie che in più occasioni incorpora melodie della colonna di Jones nei suoi brani (per esempio, riprendendo la fine di "Hallucination" per aprire "As the world falls down").
Dal sax supremo in "Hallucination" di Ray Warleigh (grande jazzista e bluesman inglese scomparso lo scorso anno) alle dolcissime tastiere di "Sarah", all'epos di "The goblin battle", gli strumentali di Jones sanno sfruttare i lati positivi del synth-pop (l'immediatezza delle melodie e l'essenzialità degli arrangiamenti) senza mai banalizzarsi; e Jones sa anche quando abbandonare il genere per tornare su lidi più consoni a una musica puramente atmosferica (il meraviglioso finale per chitarra classica e tromba di "Home at last").
D'altro canto, Bowie mostra di padroneggiare il genere senza esitazioni (come già aveva fatto intendere negli anni precedenti con brani meno esplicitamente 'sintetici' come "Loving the alien" e "This is not America"), generando almeno due classici immortali (la clownesca "Magic Dance" e la centrale "As the world falls down").
Il tutto ne fa un album vero e proprio, del tutto godibile come forma d'arte indipendente, e non una 'mera' colonna sonora di un film.
Insomma, un film e un libro che sono da riscoprire a distanza di trent'anni; e un ottimo modo per introdurre alla musica rock, e a una figura geniale come David Bowie, anche i vostri figli.
- [...]
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
ARTISTI IN ORDINE ALFABETICO: # -- A -- B -- C -- D -- E -- F -- G -- H -- I -- J -- K -- L -- M -- N -- ...
-
Il 25 settembre marcava il compleanno del cervelloticamente titolato "1.Outside: The Nathan Adler Diaries: A Hyper Cycle", ventesi...
-
ARTISTI IN ORDINE ALFABETICO: # -- A -- B -- C -- D -- E -- F -- G -- H -- I -- J -- K -- L -- M -- N -- ...

Nessun commento:
Posta un commento