giovedì 4 giugno 2026

Grant Lee Buffalo: "Copperopolis" (1996)

Trent'anni fa oggi esce "Copperopolis" dei Grant Lee Buffalo, terzo disco della formazione statunitense, un album che è contemporaneamente il loro picco e l'inizio del loro canto del cigno.



(disco completo qui: "Copperopolis")

Secondo gli estimatori necessita semplicemente più di un ascolto per essere apprezzato appieno; secondo i detrattori è proprio l'ascolto prolungato, il lungo periodo, ad esser nemico dell'opera, tradendo le attese di un'armonia melodica che attira ma con una cripticità nei testi che sembra mancare di catarsi e non cattura; non come i dischi precedenti.

Con tutta probabilità il passo compiuto nell'affinare musica e parole ha finito col portare un'ulteriore - e in qualche modo ingiusta - scrematura per questa band già di nicchia, per il suo folk rock intimista sempre grandemente apprezzato dalla critica e praticamente snobbato in fatto di vendite (Michael Stipe dei R.E.M. li volle come spalla nel tour del '95 ed era solito introdurli in tutta sincerità come la miglior band dell'ovest).

Copperopolis, fortemente influenzato da un amore ossessivo per "Pet Sounds" dei Beach Boys (riscontrabile negli arrangiamenti, nella cura maniacale dei dettagli e ad esempio nella coda di "Arousing Thunder"), ha tra le altre cose una matrice dylaniana, echi di Springsteen e sopratutto radici profonde, un po' intricate da seguire.
Da molti è stata mossa un'accusa di particolare grevità forse dovuta alla facilità con cui si può venir fuorviati a partire dalla serietà del titolo (nome di una volta ridente e fiorente cittadina di miniera del nord California) per proseguire coi temi affrontati come il militia movement o il primo strato di ritornelli quali "I'm all that I have" e "Oh think I'll just drift away slowly".

Amarezza, disillusione e una visione spietata della realtà per quanto ammantate in un florilegio di sonorità pressoché poetiche anche quando vanno in distorsione (come in "Better for Us"), son chiaramente presenti. Ma la sensazione è che sullo sfondo Grant Lee Phillips stia perennemente cantando con un accenno di sorriso, autoironia (come in "Even the Oxen" quando sfonda la quarta parete ed entra in scivolata sulla bolla che aveva costruito, per dirci "Love is the one weapon that hasn't been brandished yet in this song") e un innato, inestinguibile, duro a morire, romanticismo. D'altra parte come può un gruppo capace di improvvisare in un live - e nello sbigottimento totale - un arrangiamento rap a causa di problemi tecnici alla chitarra, o a far salire sul palco nerboruti ragazzi del pubblico per far spostare batterista (e batteria!) più avanti sul proscenio perché il cantante non riusciva a sentire bene la sezione ritmica, come può dicevo, un gruppo che durante i live fa semplicemente quel che gli viene in mente assecondando il tutto nella gioia più assoluta, essere davvero così greve?

Perché se il punto più ansiogeno è il crescendo di "Bethlehem Steel" col collasso di parte del sogno americano, l'impressione è che in canzoni come l'arrembante "Two & Two" (a discapito del "Never seems to add up like I want it to" la spensieratezza musicale non sta semplicemente a far contrappunto al testo ma potrebbe tranquillamente esserne la nota di lettura, l'occhiolino strizzato), e "Come to Blows" (con un cantato da commedia che sa di Freddy Mercury e Queen politicizzati), vi sia un costante riaffermarsi di voglia di vivere. Nonostante tutto.

Idea che pare venir celebrata nella finale "The Only Way Down", che sembra anche in qualche modo parlare del compito stesso dell'ascoltatore

I've heard you sing
Quiet voice
Of adverse things
Now you've made the choice
To overcome
This mountain spire
[...]
You've come this far
Along this wind
Around this bend
Now look at where you are

Vostro l'ascolto, vostra la risposta.
Copperopolis, nomen omen, è una (città di) miniera: scavate, setacciate, trovate e fate vostre le pepite. E nel caso, rifatevi gli occhi della mente col luccichio.

- siddivicious

Nessun commento:

Posta un commento

ARTISTI IN ORDINE ALFABETICO:   #  --  A  --  B  --  C  --  D  --  E  --  F  --  G  --  H  --  I  --  J  --  K  --  L  --  M  --  N  --  ...