venerdì 1 maggio 2026

Rino Gaetano: "Mio fratello è figlio unico" (1976)

Veniva stampato nel maggio di cinquant'anni fa "Mio fratello è figlio unico", secondo album e primo capolavoro del cantautore crotonese Rino Gaetano, all'epoca appena ventiseienne. Il disco contiene, oltre al brano eponimo, classici della sua opera come "Sfiorivano le viole" e "Berta filava".



(disco completo qui: "Mio fratello è figlio unico")

Nel 1976, Rino Gaetano da Crotone ha solo 26 anni e appena un album alle spalle - ma gli basta quel solo disco a mettere da parte l'esperienza necessaria a comporre il lavoro più maturo e articolato di una intera e intensa carriera.

Non che manchino gli album e i brani riusciti, per questa figura anomala di cantautore, capace di coniugare registri tanto differenti nella propria poetica - tragedia e commedia, politica ("Sfiorivano le viole") e disimpegno, libertà sessuale ("Berta filava") e amore individuale ("Cogli la mia rosa d'amore"), realismo ("Al compleanno della zia Rosina") e surrealismo ("Glu glu"). Ma il senso di urgenza, di quantità e qualità di cose da dire da parte del cantautore crotonese, che pure ne avrà ancora tante, tantissime, non raggiungerà più, quantomeno sulla distanza dell'LP, e sempre a nostro umilissimo parere, le vette di questo momento.

"Mio fratello è figlio unico" è forse anche il disco più sofferto di Rino Gaetano, come si evince già dalla title-track posta in apertura, inno all'impegno anche umile di un uomo normale, sentitissimo nel clima avvelenato degli anni settanta, inno disincantato ma mai cinico o rinunciatario.

Tutto l'album è un omaggio all'inventiva di questo artista imprevedibile. "Sfiorivano le viole" è metà canzone d'amore tropicale e metà sommario quasi dalla-roversiano di cento anni di unità d'Italia; "Berta filava" un surreale inno all'amore libero, carico di una violenza repressa e di una drammaticità smentiti solo a una prima lettura dal testo del pezzo; "Rosita" e "Al compleanno della zia Rosina" efficaci quadretti di vita di un perdente nonostante tutto col sorriso sulle labbra.

Tutti i brani nascono dalla strabordante personalità di Rino, che con la sua voce graffiante e sgolata canta testi da idiot savant che ereditano e sviluppano in chiave meridionalista le intuizioni e gli incroci colti e popolari che un decennio prima avevano visto protagonista il milanese Enzo Jannacci. E che beneficiano di un parterre de roi di musicisti italiani, fra cui spicca protagonista il tastierista Arturo Stalteri, compositore prog attivo con i Pierrot Lunaire.

"Mio fratello è figlio unico" dura appena 28 minuti per otto brani, ma sono 28 minuti che qualsiasi appassionato della canzone d'autore italiana dovrebbe conoscere a memoria.

- Prog Fox

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