venerdì 3 aprile 2026

Flaming Lips: "At war with the mystics" (2006)

Vent'anni fa oggi esce "At war with the mystics", album dei Flaming Lips, già veterani del rock alternativo, dato che all'epoca pubblicano dischi da ben ventuno anni. Con il nuovo, ipercreativo batterista Kliph Scurlock, si inventano un disco di rock leggero nel peso ma stracarico di suoni e con composizioni che sembrano sparare a caso in ogni direzione.



(disco completo qui: "At war with the mystics")

Undicesimo album in studio dei Flaming Lips, "At war with the mystics" arriva a distanza di quattro anni da "Yoshimi Battles the Pink Robots" e vede il batterista Kliph Scurlock affiancarsi al trio storico formato dal cantante-chitarrista Wayne Coyne, dal bassista Michael Ivins e dal polistrumentista Steven Drozd.

"The Yeah Yeah Yeah Song" apre con atmosfere tra Beach Boys, Chicago anni '70 e psichedelia, per poi passare la mano a "Free Radicals", un brano che sembra un incrocio fra Prince e lo Zappa di "Joe's Garage"; e il disco prosegue così fra gli arpeggi in minore di "The Sound of Failure", le orchestrazioni di "My cosmic autumn rebellion" per poi chiudere con la pinkfloydiana "Pompeii am Gotterdammerung" e la delicata "Goin' on", che sembra Brian Wilson accompagnato dai 10cc.

Molta della verve chitarristica e college rock psichedelica della band è ormai andata, anche se l'apertura di "It overtakes me" è così ipersatura da soddisfare i più acidi fra i loro ascoltatori (e i Lips sembrano quasi i Gong di Daevid Allen, se vogliamo); ma quel che resta sono un infinito talento melodico e arrangiamenti imprevedibili, dai quali si scopre a ogni ascolto qualcosa di nuovo.

Se il disco potrà anche non essere perfetto (forse appena appena troppo lungo), quante band sono in grado di realizzare un tale "minor masterpiece" dopo oltre vent'anni di carriera?

- Prog Fox

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