venerdì 20 febbraio 2026

Sepultura: "Roots" (1996)

Esce il 20 febbraio di trent'anni fa "Roots", sesto album dei metallari brasiliani Sepultura. Il disco è il loro maggiore successo, avendo venduto oltre due milioni di copie in tutto il mondo, e anche l'ultimo con il cantante e membro fondatore Max Cavalera, che lascia al termine del tour europeo del 1996.



(disco completo qui: "Roots")

Gli anni '90 furono per il metal un periodo d'oro; forse rappresentarono quello che per il rock classico furono gli anni '70: dopo una fase creativa e particolarmente 'libera' (gli anni ottanta), in cui il metal apparteneva a una sottocultura piuttosto distante dal mainstream, esso godette dell'esposizione dell'era MTV per diventare un genere commerciale di primo piano, sopravvivendo bene anche all'attacco portato dal grunge e anzi integrando il suono dell'alternative con una serie di album straordinari messi in piedi da nomi quali Pantera, Faith No More, Korn, Fear Factory e - appunto - Sepultura.

La band brasiliana giunge con "Roots" alla sua sesta incisione in studio. Già dal titolo e dalla copertina, che raffigura una donna india, si capisce quale sarà il tema del disco: il ritorno alle 'radici' culturali dei ragazzi di Belo Horizonte. L'album viene inciso dopo un viaggio fra gli indios Xavante, documentato nella breve "Itsàri", e porta nelle liriche e nelle musiche ampia traccia della storia e della musica brasiliana.

L'album è davvero di ottimo livello dall'inizio alla fine, cosa rara in dischi di musica estrema, in cui si rischia che una tavolozza di colori limitata appesantisca l'ascolto specie verso la fine. Tanto di cappello alla verve compositiva della band, nella quale spiccano prepotentemente le corde vocali d'acciaio del cantante Max Cavalera e il batterista Igor, suo fratello, che non solo dà sfogo a un'ampia gamma di drumming metallico, ma inserisce in modo perfettamente riuscito i ritmi delle musiche popolari e tradizionali brasiliani nel suo repertorio, in modo del tutto naturale. Da questo punto di vista e non solo è interessante il confronto con un'altra band brasiliana che proprio nel 1996 pubblicò un album di ritorno alle radici, gli Angra di "Holy Land", questa volta visto in chiave prog/power metal.

Oltre all'attenzione per la ritmica brasiliana e alle tribolazioni delle culture indigene, "Roots" prosegue le sperimentazioni del loro disco precedente, "Chaos AD", spingendosi ancora più verso una integrazione del suono grunge/alternative (tra cui per esempio l'uso di accordature più basse che i Korn avevano ripreso dai Black Sabbath). Non a caso nella ottima "Lookaway" compaiono come ospiti Mike Patton dei Faith No More e Jonathan Davis dei Korn, oltre a DJ Lethal allo scratching. Carlinhos Brown completa il novero dei grandi ospiti con le sue percussioni su un altro dei pezzi forti del disco, "Ratamahatta".

Pur nell'ottimo livello generale, spiccano poi altri due brani favolosi: la traccia di apertura "Roots bloody roots", appena più tradizionale nell'impianto metallico, e "Ambush", in cui Igor Cavalera devasta in maniera impareggiabile le sue percussioni mentre Andreas Kisser sfoggia alcuni dei suoi riff più poderosi alla chitarra. Il disco vero e proprio termina circa all'ora di durata - dopo arriva la traccia nascosta "Canyon Jam", dodici minuti indefinibili, una sorta di ambient metal che avrebbe fatto la gioia di Frank Zappa e che riesce ad alzare ancora il livello di inquietudine generato dal disco, in cui le percussioni che mimano i colpi di pallottola si riferiscono esplicitamente al colpo di stato del 1964.

"Roots" rappresentò in un certo senso l'inizio della fine di tante cose. Prima di tutto della band così come era stata fino ad allora: durante il tour di promozione all'album morì il figlio adottivo del cantante Max Cavalera, che a seguito dell'evento litigò sia col fratello Igor (con cui non avrebbe avuto rapporti per dieci anni), sia col chitarrista Kisser, e lasciò la band. I Sepultura avrebbero ancora ottenuto buoni risultati, ma mai composto un disco eccezionale come questo.

"Roots" fu anche uno degli ultimi album di metal a essere veramente influente e di successo al di fuori della stretta cerchia degli appassionati. La fine degli anni '90 portò infatti con sé la fine degli ultimi movimenti rock davvero universali, e il metal non fece eccezione a questo. Anche se il messaggio dei Sepultura passò, tra gli altri, a ottime band di nu metal, il periodo d'oro del genere si avviava lentamente alla fine, riportando i metallari - in particolare la loro frangia più estrema - a posizioni sempre più di nicchia.

Nessun commento:

Posta un commento

ARTISTI IN ORDINE ALFABETICO:   #  --  A  --  B  --  C  --  D  --  E  --  F  --  G  --  H  --  I  --  J  --  K  --  L  --  M  --  N  --  ...