giovedì 1 gennaio 2026

Golden Earring: "To the Hilt" (1976)

Nel gennaio di cinquant'anni fa usciva il gustoso "To the Hilt", album del gruppo rock olandese dei Golden Earring. Il disco, caratteristico della fase più progressive del gruppo, arrivò al terzo posto delle classifiche dei Paesi Bassi.



(disco completo qui: To the Hilt)

Inspiegabilmente trovata qualche forma di successo negli Stati Uniti - non per mancanza di valore, ma perché è semplicemente inspiegabile come un buon gruppo olandese senza particolari motivi di distinzione apparenti lo abbia raggiunto -, i Golden Earring fanno entrare nella formazione ufficiale il tastierista prog Robert Jan Stips, ex-mente dietro ai progger/psichedelici Supersister, per alzare il tasso tecnico del gruppo, e incidono il loro nuovo lavoro "To the Hilt" con la collaborazione in due brani di Chris Mercer, sassofonista inglese ex-membro dei blues rocker Juicy Lucy.

L'album si apre con la minacciosa "Why me?", la cui strofa mette subito in chiaro che le credenziali hard rock del gruppo rimangono valide, prima che il ritornello flirti con il funk della chitarra ritmica di Kooymans e dei cori in falsetto del gruppo; ad aggiungere varietà al pacchetto, troviamo i gustosi assoli di Stips al piano elettrico e al sintetizzatore nella fase centrale, più progressive, del pezzo.

Il 33 giri continua in modo soddisfacente attraverso "Facedancer" (che per qualche motivo continuo a ricordare come "Facehugger"), "To the hilt" e "Sleepwalkin'", brani che attraversano le correnti hard, glam e prog del rock dei primi anni settanta, in maniera abbastanza fantasiosa senza essere propriamente originale, rivoluzionaria, ipertecnica o astrusa.

Altri momenti elevati del disco sono i sette minuti di "Nomad", che chiude il lato A alternando energia graffiante che sembra anticipare di vent'anni certi lavori dei norvegesi Motorpsycho e una sezione di atmosfera in crescendo dal sapore tipicamente progressivo, chiusa da un memorabile momento a due voci; l'incalzante "Latin Lightning", decorata da un incisivo assolo dell'elettrica di Kooymans; e i dieci minuti della conclusiva "Violins", forse la migliore del lotto, che apre ancora con le influenze funk che sfiorano tutto l'album, prima di solcare nuovamente le acque del prog, l'altro asse cartesiano che guida gli sviluppi di questo album.

I Golden Earring rappresentano un ottimo esempio della aurea mediocrità del rock anni settanta prima dell'avvento di punk e new wave. "To the Hilt" è l'ennesimo, soddisfacente lavoro di questi brillanti artigiani del rock'n'roll continentale.

- Prog Fox


#goldenearring:
#georgekooymans (chitarre & voce)
#rinusgerritsen (basso elettrico)
#barryhay (voce)
#cesarzuiderwijk (batteria)
#robertjanstips (tastiere & sintetizzatori)

ospite: #chrismercer (sax tenore)

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