domenica 31 agosto 2025

Area: "Crac!" (1975)

Nell'agosto di cinquant'anni fa usciva "Crac!", terzo album dei jazz rocker d'avanguardia italiani Area, fra i principali protagonisti della scena controculturale del Bel Paese negli anni settanta. Il disco è forse il loro più accessibile, e certamente fra i migliori della loro eccellente produzione, sospeso com'è fra brani di immediato impatto come "l'Elefante Bianco", "la Mela di Odessa" e soprattutto "Gioia e Rivoluzione", e strumentali di matrice principalmente jazz rock.



(disco completo: https://tinyurl.com/k3b272sv)

Dopo le difficili e un po' autoreferenziali sperimentazioni musicali di "Caution Radiation Area", gli Area, incoraggiati dal fervore controculturale degli anni settanta, realizzano quello che è il loro disco più evidentemente politicizzato. Vero che anche "Maledetti", l'anno seguente, avrà un forte contenuto politico, ma questo sarà più astratto e idealistico, mentre su "Crac!" i testi di Gianni Sassi sono meno concettuali e più in linea con il linguaggio cantautorile della sinistra.

L'evidenza di questo fatto emerge con forza in particolare da "Gioia e Rivoluzione", uno dei pezzi più famosi degli Area e uno dei brani simbolo di quella stagione culturale ('il mio mitra è un contrabbasso che ti spara sulla faccia quel che penso della vita'). Con una strofa condotta dalla chitarra acustica, un interludio fatto da un riff indimenticabile di chitarra elettrica e un eccellente solo di pianoforte, la canzone si lancia poi in un irresistibile finale corale.

Meno immediato, ma comunque noto e splendido, è "la Mela di Odessa (1920)", basata su un fatto storico totalmente inventato (che Stratos raccontava così: 'Questo pezzo trae spunto da un fatto successo nel 1920, cioè quando un artista, un dadaista di nome Apple dirottà una nave tedesca regalandola ai russi, che avevano appena fatto la rivoluzione. La portò ad Odessa, i russi fecero una grandissima festa, fecero saltare sia la nave sia i tedeschi'). Introdotto da tre minuti di jazz rock dominato dai sintetizzatori, il brano si trasforma poi in un funk rock fiatistico sul quale Stratos racconta in modo metaforico il presunto episodio storico ('c'era una volta una mela a cavallo di una foglia').

"Crac!" contiene non meno di tre dei pezzi più famosi degli Area: oltre ai due soprastanti, c'è anche "l'Elefante Bianco", canzone di apertura dell'album, condotta dallo splendido pianoforte di Patrizio Fariselli. Il brano tocca sia corde jazz rock sia riferimenti mediterranei condivisi dagli Area con numerosi altri gruppi prog italiani dell'epoca.

Fra gli strumentali che completano il disco si deve menzionare in particolare l'ottima "Megalopoli" si apre con Stratos che improvvisa dei vocalizzi in stile ellenizzante, prima di trasformarsi in un jazz rock progressive che mescola ispirazioni kingcrimsoniane e gli usuali riferimenti mediterraneizzanti. Gli altri pezzi sono tutto sommato inessenziali: "Nervi Scoperti" è una classica jam, piacevole e anche interessante soprattutto nel finale, ma certamente un paio di gradino sotto rispetto ai pezzi summenzionati, così come "Implosion", mentre i due minuti finali di "Area 5" sono solo uno scherzo che chiude l'album.

"Crac!" potrebbe essere il migliore dei dischi degli Area; ma che lo sia o meno, è certamente il più noto, o almeno quello che contiene le loro canzoni più note. Proprio per la sua minore ostilità al pubblico, e per l'assenza di sperimentazioni che si guardano eccessivamente l'ombelico, è anche quello che consigliamo come punto di partenza per esplorare la fenomenale carriera di Demetrio Stratos e soci.

- Prog Fox


#area:
#demetriostratos (voce, organo hammond, clavicembalo & percussioni)
#giuliocapiozzo (batteria, percussioni & voce)
#patriziofariselli (pianoforte, pianoforte elettrico, clarinetto basso & sintetizzatore)
#arestavolazzi (basso & trombone) #paolotofani (chitarre elettriche, sintetizzatori & flauto)

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