domenica 31 agosto 2025

Alan Parsons Project: "Stereotomy" (1985)

Esce nell'agosto di quarant'anni fa "Stereotomy", nono album dell'Alan Parsons Project. Si tratta del penultimo disco della formazione britannica. Il brano "Limelight", interpretato dal cantante dei Procol Harum, Gary Brooker, divenne particolarmente popolare in Italia perché utilizzato per anni nelle pubblicità delle lavatrici Ariston.



(disco completo qui: https://tinyurl.com/5wdb7zud)

"Stereotomy" continua l'opera di aggiornamento dell'Alan Parsons Project iniziata dopo il vicolo cieco di "Ammonia Avenue" (1984), che aveva rappresentato una mera riedizione dello stile di "Eye in the Sky", l'album del 1982 maggiore successo del gruppo inglese. Di fatto, la parabola del gruppo aveva seguito una progressiva eliminazione degli aspetti sperimentali e progressive di stile pinkfloydiano che si trovavano sul loro esordio del 1976, "Tales of Mystery and Imagination", perpetuati da una spesso opportunistica definizione dei propri lavori come concept album senza una ispirazione particolarmente unitaria.

Dopo sette album di questa parabola, su "Ammonia Avenue" era rimasto talmente poco che per l'ottavo lavoro "Vulture Culture", il produttore e polistrumentista Alan Parsons e il suo socio e co-proprietario del marchio, il cantante e tastierista Eric Woolfson, avevano deciso di rimescolare un po' le carte, fare a meno dei classici arrangiamenti orchestrali, e abbracciare sonorità più anni ottanta a livello di sintetizzatori e percussioni. "Stereotomy" ripartiva da lì aggiungendo però una rinnovata ambizione.

Il brano eponimo del disco, un grintoso hard rock posto in apertura, stupisce già dai primi momenti per la sua aggressività, resa efficace dalla rabbiosa, superba prestazione vocale di John Miles, vecchio amico del gruppo. "Beaujolais" alza ancora l'asticella con la sua andatura ritmica caracollante, a lingua di fuori, dominata dalla batteria di Stuart Elliott, mentre il cantante Chris Rainbow, membro del gruppo ormai da diversi anni, si esibisce in un'altra prova superba di schizofrenia paranoide in un brano dall'atmosfera inquietante e schizoide.

Riuscite e commoventi entrambe le ballate, "Limelight" e "Light of the World", cantate rispettivamente da Gary Brooker (storicamente voce e leader dei Procol Harum, all'epoca temporaneamente disciolti) e dai fratelli Graham e Steven Dye. La prima diverrà particolarmente celebre in Italia perché scelta per anni per la pubblicità delle lavatrici Ariston.

L'unica fra le canzoni che si può considerare un po' sottotono finisce per essere "In the real world", che sembra un singolo pop del Santana dell'era Ligertwood/Walker, e neppure dei migliori, pur essendo tanto senza lode quanto senza infamia.

Ciò che alza in maniera definitiva il livello dell'album, però, rendendolo uno dei migliori della carriera del gruppo, finisce per essere la presenza di due strepitosi strumentali, il tecnojazz noir "Urbania", probabilmente il brano migliore dell'album, dominato dalla chitarra di Ian Bairnson e dai fenomenali controtempi di Stuart Elliott, ma nel quale a ogni membro del gruppo è consentito di splendere (si sentano il basso di David Paton e le mirabili tessiture delle tastiere), e "Where's the Walrus", che confermano il disco come un concentrato musicale di inquietudine e nevrosi.

Disco sottovalutato eppure rappresentativo di un certo progressive tecnocratico spesso inesplorato, "Stereotomy" merita un ascolto attento da parte di fan del gruppo e di amanti del neo prog anni ottanta.

- Prog Fox

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