giovedì 10 luglio 2025

Chris Rainbow: "Home of the Brave" (1975)

Usciva nel luglio di cinquant'anni fa "Home to the Brave", esordio solista sulla lunga distanza del cantautore e tastierista scozzese Chris Rainbow (futuro membro dell'Alan Parsons Project e dei Camel). L'album viene inciso in America con Malcolm Cecil e Bob Margouleff (noti come collaboratori di Stevie Wonder) alla produzione.



(disco completo qui: https://tinyurl.com/2kp7rbu8)

Christopher Harley nasce nel novembre del 1946 a Glasgow, in Scozia. Nel 1972-1973 suona con gli Hopestreet e sceglie come nome d'arte Chris Rainbow per non essere confuso con Steve Harley, leader dei Cockney Rebel. Passa alla carriera solista incidendo due singoli nel 1974 prima di volare in America per realizzare il suo primo album solista, "Home of the Brave", all'insegna di un rock leggero influenzato da Beach Boys, progressive rock britannico e funk/r&b (soprattutto Stevie Wonder, non a caso producono l'album due dei suoi principali collaboratori dell'epoca, Malcolm Cecil e Bob Margouleff).

Apre il disco "Tarzana Reseda", il tipo di canzone che i Beach Boys avrebbero voluto scrivere nel 1975, tra cori perfetti - tutti curati dall'ugola vellutata di Rainbow - e arrangiamenti yacht rock ante litteram. "Funky Parrot" sposta l'attenzione su uno stile più funky/proto-disco, grazie soprattutto alla batteria di Ollie Brown e ai sintetizzatori di Malcolm Cecil. La sensazionale "Mr. Man", posta in apertura di lato B, viaggia ancora tra Beach Boys e nostalgia anni '50, mostrando le doti di arrangiatore di Rainbow e l'eleganza e il tocco del chitarrista Seymour Duncan.

Le due ballate centrali del disco, che gli impartiscono una direzione del tutto inaspettata ma certamente gradita, sono "On my way", una ballata pianistica alla Brian Wilson, decorata dalle inconfondibili armonie vocali del venottenne scozzese, e soprattutto "Glasgow Boy", il momento emotivo più alto e toccante dell'album, con Rainbow che da solo al pianoforte racconta la storia di un ragazzo di una gang di Glasgow che muore per un accoltellamento; canzone che purtroppo anche cinquant'anni dopo continua ad avere rilevanza non solo nel Regno Unito ma in tutta Europa.

Non tutto funziona nel disco: il lato B è certamente più debole del lato A per la presenza in particolare di "In Memory" e "Is the summer really over", che, per quanto non disprezzabili, sono le canzoni più generiche e irrilevanti del lotto, caratterizzate come sono da non avere caratteristiche significative se non di essere brani pacati e romantici in cui l'unico motivo di interesse sono le solite armonie vocali di Chris. Molto meglio fa l'epico brano eponimo dell'album, posto in chiusura: sette minuti e trenta letargici ma straordinariamente suggestivi, con Rainbow impegnato in un sognante falsetto reso spettrale dalla produzione ovattata.

"Home of the Brave" non sarà il disco del decennio e interesserà solo una parte di ascoltatori (i fan di Alan Parsons, di cui Rainbow diverrà uno dei principali collaboratori per più di vent'anni; i fan dei Camel anni '80, di cui sarà membro; i fan dello yacht rock; i fan dei Beach Boys e dei loro epigoni), ma rimane un disco non solo estremamente gradevole e riuscito, ma anche un'opera di assoluta dignità, caratteristica che non di rado si ritrova in musicisti che non sono mai emersi dalla bassa manovalanza e hanno potuto mantenere integrità artistica, controllo creativo e passione per il proprio lavoro.

- Prog Fox


#chrisrainbow (voce; chitarra dodici corde (#1-2, #6-9); tastiere & sintetizzatori (#3-5, #7-9))

#reggiemcbride (basso elettrico (#1,#5-7,#9); voce (#2))
#olliebrown (batteria (#1-2,#5-7,#9))
#dongrusin (piano elettrico & clavinet (#1,3,6,9))
#seymourduncan (chitarre (#1,5,6))

#juliatillmanwaters (voce (#1,6))
#maxinewillardwaters (voce (#1,6))
#orenwaters (voce (#1,6))

#malcolmcecil (produzione; sintetizzatori (#1,3,6))
#bobmargouleff (produzione)

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