sabato 31 maggio 2025

Sieges Even: "the Art of Navigating by the Stars" (2005)

Viene inciso nel maggio di venti anni fa "the Art of Navigating by the Stars", sesto album in studio dei prog metaller tedeschi Sieges Even, e primo con il nuovo cantante Arno Menses.



(disco completo qui: https://tinyurl.com/d7677su3)

Dopo lo scioglimento dei tedeschi Sieges Even annunciato nell'ottobre del 1999, tre dei membri originali (il chitarrista Markus Steffen, che aveva lasciato il gruppo già nell'estate del 1992; e i fratelli Holzwarth, il batterista Alex e il bassista Oliver) si ritrovano un paio d'anni dopo per suonare insieme e testare varie configurazioni musicali, vari cantanti, e vari possibili nomi per il loro nuovo progetto (tra cui Looking Glass Self, con il cantante brasiliano Andrè Matos, ex-Angra, alla voce, e Valparaiso). La formazione si stabilizza con l'ingresso del cantante olandese Arno Menses nel dicembre del 2002, e decide di richiamarsi nuovamente Sieges Even. Il sesto album in studio del gruppo, "The Art of Navigating by the Stars", vede la luce nel 2005.

Sospeso fra progressive metal e neoprog melodico, si caratterizza per l'originalità degli arrangiamenti proposti, i cui primari punti di forza sono da un lato la libera, frenetica interazione della liquida, slegatissima sezione ritmica costituita dai fratelli Alex ed Oliver Holzwarth (noti soprattutto per avere suonato con Angra e Rhapsody il primo, con Blind Guardian e Rhapsody il secondo), e dall'altro la sorprendente integrazione da parte di Steffen di chitarre acustiche in un contesto metal. Dal punto di vista delle atmosfere, le canzoni (chiamate su questo disco 'sequenze'), si caratterizzano per un misto di malinconia innodica ed epica introspettiva.

Dopo l'obbligatorio minutino di introduzione, veniamo introdotti al primo vero brano, "The Weight", forse il più tradizionale e meno sghembo del lotto, ma comunque valido per introdurre il suono del gruppo, in particolare l'alternanza di chitarre acustiche ed elettriche, quasi sempre con un suono estremamente pulito e melodico. L'epos innodico di "the Lonely Views of Condors" alza ulteriormente il livello dell'album toccando vette strazianti ('And here I am, so close and yet too far from you; and here I stand, lost in the echoes of goodbyes; and here I am, still with something left to lose').

Naturalmente, come nella gran parte dei dischi che durano più di un'ora, troviamo qualche momento di stanca nei nove minuti della pur non disprezzabile "Unbreakable", rallentata da un tempo troppo moderato, e nella riflessiva "Blue Wide Opens", che appare abbastanza inneccesaria in un disco caratterizzato già da abbondante ponderazione.

Tra i brani migliori invece vanno segnalati "Stigmata", composto originariamente con Andrè Matos al tempo dei Looking Glass Self (che potete ascoltare qua: https://www.youtube.com/watch?v=AVSgrUKWcfQ), qui rielaborato in maniera accelerata e poderosa da una ritmica devastante, con le armonie vocali della band, guidate dal cantante Arno Menses, a evocare quelle dei grandi gruppi prog degli anni 70; e "Lighthouse", una malinconica, profonda ballata progressive che armonizza liriche e musica sotto lo sfondo del tema 'marittimo' del disco, e che agisce pressoché da centro ideale dell'album (significativa la coesistenza nel ritornello di 'no river too wide, no ocean too deep, no mountain too high' e allo stesso tempo di 'every river too wide, every ocean too deep, every mountain too high'). "Styx" conclude il disco con un'altra bellissima canzone, capace di percorrere un po' tutte le atmosfere del disco, e al termine della quale il gruppo riprende anche il ritornello del brano iniziale, in una sorta di chiusa circolare della narrazione.

"The Art of Navigating by the Stars" rappresenta, a conti fatti, non solo uno dei culmini della produzione di uno dei gruppi di progressive metal teutonici più interessanti degli anni novanta e zero, ma anche un ottimo trait-d-union tra progressive metal e neo progressive, utilizzabile come ponte dagli appassionati di uno dei due generi per avvicinarsi all'altro.

- Prog Fox


#siegeseven:
#markussteffen (chitarre)
#arnomenses (voce)
#oliverholzwarth (basso elettrico)
#alexholzwarth (batteria)

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