Usciva nell'ottobre di trent'anni fa "Hegel", ventesimo disco del cantautore laziale Lucio Battisti, quinto del suo sodalizio con il paroliere Pasquale Panella. Il disco sarà l'ultimo della sua carriera, in quanto Battisti morirà il 9 settembre del 1998, all'età di 55 anni, per cause mai dichiarate ufficialmente. Al funerale partecipano solo venti persone, fra cui il vecchio compagno Mogol.
(disco completo qui: https://tinyurl.com/bert2yp6)
L'antefatto, per chi non lo conoscesse, suona più o meno così: dopo aver ridefinito più volte la musica leggera italiana tra metà anni '60 e fine '70, Lucio Battisti attraversa un'acrimoniosa separazione dal paroliere Mogol (la cui importanza nel suddetto processo di trasformazione della scena italiana va ricordata, celebrata e applaudita) e dà inizio ad una nuova fase della propria carriera, votata ad una sperimentazione senza compromessi, tanto con nuovi suoni quanto con la struttura stessa della forma canzone. Ad accompagnarlo, a partire dal 1986, troviamo Pasquale Panella, poeta e paroliere per cui non esiste scena, idea o concetto semplice abbastanza da non poter venire trasformato in una vignetta surreale ed astratta.
"Hegel" rappresenta il quinto ed ultimo dei dischi realizzati dalla coppia, noti agli appassionati come "album bianchi". L'opera fa il paio con il precedente "Cosa succederà alla ragazza" nel tentare di assemblare canzoni pop sulle scocche dei "nuovi" generi degli anni '90, con risultati sorprendenti: gli ibridi sgraziati ma affascinanti con la techno, come l'intro "Almeno l'Inizio", la conclusiva "La Voce del Viso" e "Stanze Come Questa" assomigliano molto agli esperimenti che Bowie stava cominciando a fare con materiali di partenza simili ("Dead Against It" in "Buddha of Suburbia", per esempio); d'altro canto, mentre Bowie cita l'elettronica post-synthpip dei Depeche Mode di "Personal Jesus" in "Sex and The Church", Battisti anticipa la maturazione del loro suono in "Ultra": comparare per credere i synth della splendida "La Bellezza Riunita" con quelli di "Barrel of a Gun", 1997. Al netto di un paio di filler sottotono sul lato B come"La Moda nel Respiro" e "Stanze Come Questa", le canzoni raggiungono vette eccellenti sia a livello di musica (la dance pop di "Tubinga" rappresenta forse l'highlight più notevole) che a livello testuale ("un bacio dai bei modi grossolani/ fuggì, come uno schiaffo senza mani" al fulmine poetico della title track).
I dischi bianchi, con la loro assimilazione dei suoni e degli stilemi degli anni '80 e '90 (la tarda new wave e il synth pop, e poi la techno e financo il rap) in forme canzoni sempre più rarefatte, concettuali fino a diventare persino sgraziate, hanno raggiunto uno status leggendario, di "dischi venuti dal futuro" e incompresi dal "pubblico becero" e dall'italiota medio he popola un numero francamente eccessivo di stereotipi (come se nel resto del mondo la gente ascoltasse acid jazz e musique concrète invece del reggaeton). Forse, però, bisognerebbe guardarli con occhi diversi, pensarli con le parole che si usano per altri lavori di pura avanguardia che tali sono rimasti e tali rimarranno per sempre, perché prodotti con quell'intenzione. Vengono in mente gli ultimi album di Frank Zappa, o magari il repertorio degli Area per rimanere in ambito nazionale: opere concepite per "spostare il confine di ciò che é normale", non per fare cassa.
Che l'ultimo disco di Battisti sia uscito un 29 settembre rappresenta anche la perfetta chiusura di un cerchio che, iniziato dai grandi successi degli anni '60 ("29 settembre" in primis, appunto) si é concluso in un lungo safari nell'avanguardia più radicale da parte del cantautore laziale. Quattro decenni che potremmo chiamare "L'era battistiana" della canzone italiana senza alcun timore di eccedere con la celebrazione. Non abbiamo altro da aggiungere.
- Spartaco Ughi
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
ARTISTI IN ORDINE ALFABETICO: # -- A -- B -- C -- D -- E -- F -- G -- H -- I -- J -- K -- L -- M -- N -- ...
-
Il 25 settembre marcava il compleanno del cervelloticamente titolato "1.Outside: The Nathan Adler Diaries: A Hyper Cycle", ventesi...
-
ARTISTI IN ORDINE ALFABETICO: # -- A -- B -- C -- D -- E -- F -- G -- H -- I -- J -- K -- L -- M -- N -- ...

Nessun commento:
Posta un commento