Esce cinquant'anni fa "Hero & Heroine", album in studio dei folk rocker britannici Strawbs. Profondamente influenzati dal progressive rock contemporaneo, producono qui la loro opera migliore di questa fase della propria carriera: un concept album di rara disperazione, come fa presagire il titolo, diretto e spietato nel tratteggiare l'autodistruzione completa di un giovane impegnato e arrabbiato nella spirale della droga. Cupo, sarcastico, rabbioso, un disco di rara ispirazione e potenza.
(disco completo qui: https://tinyurl.com/46bkm29j)
Gli Strawbs giungono al loro settimo lavoro in studio dopo la disintegrazione della formazione e l'abbandono di tre quinti della band che aveva lavorato insieme dal 1970. Rimasti in due, il cantante-chitarrista e principale compositore Dave Cousins e il chitarrista Dave Lambert reclutano un terzetto di sessionmen dal profilo poco noto, il tastierista John Hawken (ex-Renaissance), il batterista Rod Coombes (ex-Juicy Lucy e Stealers Wheel) e il bassista Chas Cronk, e iniziano a lavorare in studio verso la fine del 1973. Il quintetto si trova sorprendentemente bene insieme e realizza rapidamente un disco dominato dal pessimismo esistenziale di Cousins, al quale ognuno degli altri contribuisce componendo almeno le musiche di un brano.
Il disco, "Hero and Heroine", è un concept album che descrive con pessimismo la parabola di vita di un giovane impegnato e arrabbiato che finisce vittima dell'eroina, come metafora della direzione autodistruttiva del mondo post-sessantottino. L'album, che esce a pochi giorni di distanza da un altro disco simile come umore, "On a beach" di Neil Young, ha come protagonista un uomo deluso dal sogno di rivoluzione ma incapace di trovare un ruolo nella società conformista, scettico sia sulla religione tradizionale che sul misticismo orientale. La visione concettuale di Cousins e compagni è ispirata da quanto avvenuto a tanti colleghi ed ex-giovani finiti preda delle droghe e del riflusso post-1969, meditazione su una resa generazionale che in pochi anni vedrà un nuovo fiume di giovani ribellarsi col punk e poi fare la stessa fine da eroinomani.
Musicalmente siamo dalle parti di un progressive rock in cui le chitarre rock di Lambert e le tastiere sinfoniche di Hawken interagiscono con le chitarre acustiche e la scrittura cantautorile tipiche degli Strawbs, di fatto la più rock delle formazioni folk britanniche che hanno strizzato l'occhio al prog (si confrontino con Pentangle, Steeleye Span, Amazing Blondel, Fairport Convention, Gryphon). La scrittura resta fresca e originale per la presenza di un autore con un linguaggio molto personale come Cousins, con ognuno dei musicisti che fornisce la propria personalità e il proprio bagaglio di esperienze alle canzoni.
Così "Autumn", che funge da prefazione a tutto il concept album tramite le liriche di Cousins, apre con la profonda malinconia progressive tipica del genere grazie al mellotron piangente di Hawken, anche autore della musica dell'introduzione; mentre "Sad young man", del batterista Coombes, descrive con sarcasmo eppure empatia il giovane protagonista del disco e "Just Love", rock'n'roller del chitarrista Lambert, alza le frequenze per dare una scossa non solo emotiva all'ascoltatore. Chiude una facciata A perfetta la struggente poesia di "Shine on silver sun", delicato e fragile stelo di speranza nella quale la voce abrasiva e spigolosa di Cousins non riesce a nascondere l'apprensione per il futuro.
Se il lato A è stato scritto in buona parte dai suoi collaboratori, Cousins scrive gran parte del lato B, a partire dal terribile brano che da il titolo all'album. "Hero and Heroine" è un devastante brano che mescola il country folk delle strofe urlate sul banjo con un hard rock caracollante, dominato dalla batteria espressionista del funambolico Coombes. Seguono i due brani più folk del disco, l'onirica "Midnight Sun" (composta alle chitarre acustiche da Cousins e Cronk) e la ballata agrodolce "Out in the Cold", che danno un po' di tregua all'ascoltatore, dedicandosi a un ampio uso di strumenti acustici e a sonorità meno abrasive.
Chiudono il disco due altri brani di hard prog non meno che eccelsi: il ghigno sardonico di "Round and Round", in cui il protagonista è ormai preda della spirale autodistruttiva dell'eroina, e il capolavoro "Lay a little light on me/Hero's Theme", drammatica confessione finale in cui egli invoca, straziante e disperato, una persona qualsiasi che possa donargli un poco di luce. Notevoli sono il piano elettrico di Hawken, che con gusto si limita a brevi interventi negli spazi lasciati vuoti dalla dinamica della sezione ritmica, e la batteria proteiforme di Rod Coombes, che si diverte a spezzare e rimontare le strutture della canzone, aprendo spazi da riempire per gli altri strumenti e anticipando e ritardando i suoi colpi in un alternarsi di 3/8 e 4/8. Ironicamente, il disco si chiude con un canto corale che ribalta l'invocazione finale delle liriche: si tratta infatti del coro "shine on silver sun" fatto sentire rovesciato.
Piccolo capolavoro misconosciuto del prog anni settanta, "Hero & Heroine" rappresenta un picco di creatività e di entusiasmo per gli Strawbs, raramente raggiunto in passato e mai superato in futuro, anche se Cousins & soci continueranno con regolarità a presentarci lavori di buon livello per ben mezzo secolo.
- Prog Fox
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