Esce quarant'anni fa oggi "la Faccia delle Donne", secondo album degli Stadio che per molti, assieme al successivo mini-LP "Chiedi chi erano i Beatles", rappresenta il culmine della loro carriera autoriale. Difficile dargli torto, considerato che nel disco, al quale collaborano Vasco Rossi, Lucio Dalla e Luca Carboni, troviamo canzoni come "Acqua e sapone", "Allo stadio" e la title track.
(disco completo qui: https://tinyurl.com/j7cykbz5)
Dopo anni passati a suonare nei dischi altrui, nel 1981 il cantante e tastierista Gaetano Curreri fonda gli Stadio con alcuni eccezionali colleghi sessionmen (il chitarrista Ricky Portera, il bassista Marco Nanni, il batterista Giovanni Pezzoli e il tastierista Fabio Liberatori, sempre defilato al punto di negarsi anche alle immagini di copertina). L'esordio è il mini-LP "Stadio", che include il primo successo, "Grande Figlio di Puttana". Tra 1983 e 1984 incidono e pubblicano il loro secondo lavoro, "la Faccia delle Donne", ancora una volta all'insegna delle collaborazioni con amici come Luca Carboni, Lucio Dalla e Vasco Rossi.
Qui ci troviamo ai vertici dell'escapismo romantico degli anni ottanta, e "la Faccia delle Donne" somiglia forse più di ogni altra cosa alla risposta italiana a "Toto IV", il disco che aveva reso degli oscuri sessionmen losangelini una delle più grandi band degli eighties. Non che "la Faccia delle Donne" raggiunga la perfezione formale e compositiva di quel disco, ma paragonare le due formazioni non è certo lesa maestà: non solo perché i membri degli Stadio avevano già un curriculum pazzesco sia in studio che in tour con alcuni dei principali cantautori italiani (Lucio Dalla, Francesco de Gregori, Ron, Vasco Rossi e Antonello Venditti solo per nominare i primi che vengono in mente, ma se cliccate sugli hashtag della nostra pagina instagram usciranno fuori due dozzine di nostri post per ognuno dei cinque Stadio), ma anche perché "la Faccia delle Donne" contiene alcune delle pagine più illuminate del pop rock italiano degli anni ottanta, ottimamente scritte ed eseguite.
Naturalmente, se l'unica cosa che vi interessa nella musica sono le liriche, l'escapismo romantico di cui sopra non vi potrà entusiasmare, ma probabilmente sarete ascoltatori monogenere, con ampiezza di vedute che vanno da Inti Illimani al primo Venditti, oppure di qualche settore progressive esistenzialista o metal odiatore del mondo. In caso contrario, una canzone deliziosamente idiota come "Allo stadio" (ultimo posto al Festival di Sanremo) non potrà non scaldarvi il cuore: strofa perfetta, chitarra riveberata e assolo incendiario di Portera, coro indimenticabile, versi esilaranti (a firma di Luca Carboni) come 'metto le labbra sulle labbra e tu con la lingua che bello mi passi il bubble gum'.
Il mondo degli Stadio è questo, quello dei giovani adulti, tra romanticismo e divertimento, tra sesso e sogni: nel 1984 è perfettamente calato nel suo tempo, quarant'anni dopo ispira una nostalgia incontenibile per il meglio degli anni ottanta, per il periodo tardoadolescenziale della vita di ognuno di noi. È questo mondo che ispira la fenomenale "Acqua e Sapone", minaccioso pezzo new romantic sorretto dallo slap di Marco Nanni e tema portante dell'omonimo film di Carlo Verdone con Natasha Hovey, Florinda Bolkan, Fabrizio Bracconeri e Lella Fabrizi; mentre il contributo alle liriche e alla voce di Vasco Rossi, nell'abituale ruolo dello sconvolto pornaccioso, fa da contraltare al romantico Curreri nel duetto "la Faccia delle Donne", perfetta, scanzonata risposta al "Teorema" di Marco Ferradini, e manifesto dell'amore giovanile anni ottanta.
Va detto che non tutto funziona, perché questo tipo di musica per non suonare ridicolo o melenso deve essere sorretto da una ispirazione perfetta (per esempio, l'eccessiva melassa di "C'è" evapora grazie all'ottima ritmica della strofa, ma l'introduzione resta imbarazzante), e questo difetto contiene in sé un problema che danneggerà buona parte della loro produzione futura, soprattutto quando Gaetano Curreri rimarrà padrone assoluto del gruppo e verranno progressivamente meno gli apporti degli amici come Luca Carboni e Lucio Dalla.
Questo non toglie che "la Faccia delle Donne" sia un pezzetto indispensabile della musica rock italiana degli anni ottanta. Sapersi riagganciare, magari vergognandosi un po', al proprio ventenne interiore, o, per chi vent'anni li ha oggi, ai ventenni del 1984, è un prerequisito per saperlo apprezzare; ma è anche un merito, degli Stadio e dell'ascoltatore che ne sia capace.
- Prog Fox
#stadio:
#gaetanocurreri (voce, pianoforte & tastiere)
#fabioliberatori (tastiere)
#rickyportera (chitarre acustiche & elettriche, voce)
#marconanni (basso elettrico, voce)
#giovannipezzoli (batteria, percussioni & voce)
ospiti:
#luciodalla (voce, co-autore)
#guidoelmi (percussioni, chitarra elettrica)
#mauriziobiancani (sintetizzatori & programmazione)
#davideromani (basso elettrico)
#enzosoffritti (tromba)
#sandrocomini (trombone)
#mauromalavasi (flicorno)
#rudytrevisi (sax tenore)
#ron (co-autore)
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#vascorossi (voce, co-autore)
#ambrogiologiudice (co-autore)
#giuliafasolino (voce)
#lellaesposito (voce)
#naimyhackett (voce)
Lato A
1. Acqua e sapone (Curreri/Rossi)
2. Allo stadio (Carboni/Curreri)
3. Dentro le scarpe (Carboni/Curreri)
4. C'è (Carboni/Liberatori)
Lato B
1. La faccia delle donne (Curreri/Lo Giudice/Rossi)
2. Ti senti sola (Carboni/Curreri/Liberatori/Ron)
3. Porno in tv (Curreri/Dalla)
4. Non sai cos'è (Carboni/Curreri)
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