Gli MC5 (acronimo di "Motor City Five", motor city si riferiva a Detroit) erano cinque bastardi fottuti strafatti di spirito rivoluzionario e droga. Le menti musicali del gruppo erano i chitarristi Wayne Kramer e Fred Smith, mentre il frontman era Rob "Tyner" Derminer, un mattocchio legato ai radicali di sinistra della città.
Inciso dal vivo nell'arco di due serate a Detroit, il 30 e 31 ottobre del 1968, fu pubblicato nel febbraio dell'anno successivo.
Considerata l'epoca in cui fu registrato, questo è probabilmente il disco più violento della storia. I punk ci misero dieci anni prima di riuscire a fare qualcosa di altrettanto bastardo e incazzato. Inutile dire che si tratta di un capolavoro.
Se le cover di "Motor City Burning" e "Ramblin' Rose" e l'inedito "Kick out the jams" li proiettavano nelle band più violente di ogni tempo, con il muro sonoro del feedback delle chitarre e il canto ulcerato di Tyner, la conclusiva "Starship", versione rock elettrica del masterpiece del jazzista Sun Ra, mostrava che il gruppo non era costituito solo da muscoli, ma aveva anche sensibilità e cervello.
Curiosità: del disco uscirono due versioni, una censurata e una non censurata - in questa seconda, si poteva sentire chiaramente il cantante Tyner arringare la folla chiamandola 'motherfuckers' nei primi secondi del disco. I problemi causati da questa scelta nel 1968 furono così tanti che la loro casa discografica, la Elektra, li licenziò. Forse contribuì anche il fatto che per lamentarsi con i negozi Hudson's che non volevano vendere proprio il disco, la band acquistò una pagina di un giornale con la faccia di Tyner e il logo della band che dicevano "fuck Hudson's".
Da questi segnali già si capisce che gli MC5 erano troppo drogati, violenti e incontrollabili per durare a lungo nel mondo del rock. E infatti non durarono.
Ma questa è un'altra storia.
- Red
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