Usciva il 23 dicembre del 1966 nei cinema italiani "il Buono, il Brutto & il Cattivo", terzo film western del regista italiano Sergio Leone, musicato in modo mirabile e meraviglioso dal compositore Ennio Morricone. Film e colonna sonora sono entrati nella storia e sono considerati entrambi due capolavori intrecciati del cinema.
Ci sono cose di cui non ci si sente degni di parlare, e una di queste è certamente la colonna sonora de Il Buono, Il Brutto, Il Cattivo ad opera di Ennio Morricone.
Per un anno rimase nella classifica di Billboard raggiungendo la quarta posizione. Il tema principale fu hit del 1968 al pari di Jumpin' Jack Flash degli Stones. I Clash ci aprirono il tour del 1981, apparendo ogni volta sul palco su quelle note per poi attaccare con tutto Sandinista!.
I Ramones ci hanno cominciato i concerti sino alla fine della band nel 1996. I Metallica lo fanno a tutt'oggi sin dal 1985.
Musica e film son entrati nell'immaginario comune in modi e profondità totalmente imprevedibili: il titolo del film pare venne riusato come slogan elettorale per la campagna di Bobby Kennedy, e come espressione idiomatica inglese sta ad indicare la descrizione di qualcosa attraverso rispettivamente i pro, i contro e ciò che sarebbe potuto o dovuto andare meglio ma... no.
E' difficile scindere colonna sonora e film, per certi versi pure ingiusto: le due cose si ampliano, estendono i loro orizzonti; si nutrono a vicenda aggiungendo spessore. Tant'è che rispetto ai primi due squattrinati lungometraggi della trilogia del dollaro, Morricone potè anticipare la stesura delle tracce permettendo così che certe scene venissero girate sull'ispirazione dell'atmosfera musicale.
Un film dai dialoghi che ti s'imprimono a fuoco e dai temi universali; un film di cui si potrebbe dire che ha tutto. Persino i gattini before it was unanimously cool: https://fbcdn-photos-c-a.akamaihd.net/.../13335382....
E se Leone è grande, Morricone è il suo profeta. Perché se la frontiera è uno stato d'animo, lo si deve grazie anche ai suoi contrappunti melodici a puntellare d'umanità un montaggio pressoché perfetto.
Tre scene tre per tre tracce tre, citazioni 'abusate' come si sprecano le definizioni 'epico' e 'lirico', ma doverosissime:
Il campo di prigionia nordista con un'inquadratura di quelle torrette che fa saltare il cuore al pensiero dei lager, con la sua orchestra che suona sempre più forte la malinconica "La storia di un soldato" per coprire le torture a Tuco (https://www.youtube.com/watch?v=pBGtgzIS6YE).
La palla di cannone che piomba dal cielo ad un metro da Tuco a cavallo che casca, si rialza e si guarda attorno poi si precipita a correre mentre una seconda palla impatta a poca distanza e lui rotola, sbatte su una lapide e subitaneamente attacca, sublime, "L'estasi dell'oro" mentre filari interminabili di croci appaiono nell'allargarsi dell'inquadratura (https://www.youtube.com/watch?v=2PwpOmjAu1M).
E infine il fottutissimo triello. Nell'arena del cimitero della Collina triste: 10 mila spettatori che han pagato con la vita per uno spettacolo dei vivi che si ripete, con sempre in palio la morte. 5 minuti di sguardi, di dita che prudono sempre più accanto alle pistole, di falangi mancanti, di occhi bicolore e di ghiaccio, stille di sudore che fanno luccicare i volti in un crescendo di tensione che riempie tutti i sensi a disposizione di un film; con gli arpeggi di chitarra e poi il piano a strizzare gli attimi seguiti magistralmente dai fiati e dai cori a dar invece respiro cristallizzando il tempo, protraendo l'attesa di una mossa in un comprimersi vorticoso come quello dei polmoni di Wallach; un montaggio via via più frenetico accompagnato ora anche dai tamburi; una magnificenza sonora e visiva così piena che non si riesce ad abbracciarla tutta. Allo sparo che interrompe la musica la sensazione è di esser colpiti noi nell'animo ((https://www.youtube.com/watch?v=cWo__6Xn6Qs).
Perché "Cadrete ragazzi. Marcirete sottoterra. Ma questa musica sarà ancora in piedi" [similcit.].
Non c'è bisogno di dirlo quattro volte ma quest'anno giustamente s'è preso un Oscar alla carriera: abbracciamoci forte e vogliamoci tanto bene.
- il Compagno Folagra
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