domenica 1 maggio 2016

Alan Parsons Project: "Tales of mystery and imagination" (1976)

Il 24 giugno del 1976 viene pubblicato "Tales of mystery and imagination", un album completato a gennaio dello stesso anno. È il primo disco a nome dell'Alan Parsons Project, un concept album dedicato all'opera e alla vita di Edgar Allan Poe, chiamato come la sua famosissima raccolta di racconti postuma.



(disco completo nell'edizione originale del 1976 qui:"Tales of Mystery and Imagination" (1976)) (disco completo nel remix del 1987 qui:"Tales of Mystery and Imagination" (1987))

Alan Parsons aveva iniziato a lavorare come ingegnere del suono ad Abbey Road nel 1969, inclusi gli ultimi due album dei Beatles. Divenne poi un collaboratore fondamentale dei Pink Floyd, prima su "Atom Heart Mother" (1970) e poi per "The Dark Side of the Moon" (1973), oltre che un richiesto produttore, capace di dare il suo tocco inconfondibile a dischi di Pilot ("From the Album of the Same Name"), Cockney Rebel ("The Psychomodo", "The Best Years of Our Lives"), John Miles ("Rebel"), Al Stewart ("Modern Times") e Ambrosia ("Ambrosia", "Somewhere I've Never Travelled"), per tacere dei successi futuri in questo campo.

Nel 1974, Parsons conosce Eric Woolfson, un sessionman, pianista e autore, che sta scrivendo a tempo perso delle canzoni a tema Edgar Allan Poe (1809+1849), uno dei massimi scrittori fantastici americani. La loro amicizia diventa una collaborazione, e nasce l'idea di trasformare il sogno di Woolfson in un album vero e proprio, composto da Parsons & Woolfson, orchestrato dal compositore e direttore d'orchestra Andrew Powell, e suonato dai collaboratori di Parsons di quegli anni, a partire dal nucleo centrale dei musicisti degli Ambrosia e dei Pilot (tre dei quali diverranno collaboratori storici del progetto anche negli anni successivi, segnatamente il chitarrista Ian Bairnson, il bassista David Paton e il batterista Stuart Tosh).

Anche se nasce come un progetto una tantum, l'Alan Parsons Project prende vita e vigore dal successo che arride al disco, trasformandosi in una vera band di studio che opererà per quasi trent'anni nel campo del pop rock progressive.

Il disco musicalmente segue la scia dei numerosi album di progressive rock influenzati dai Pink Floyd di "The dark side of the moon", e non potrebbe essere altrimenti. Fa eccezione la lunga suite neoclassica "The fall of the house of Usher", quindici minuti di sola musica composta da Powell, rubata - nel suo preludio orchestrale - a Debussy, e più che perfetta colonna sonora del racconto stesso.

Il disco è davvero riuscito: il progressive pinkfloydiano, evidente fin dalla traccia di apertura "A dream within a dream" (che nell'edizione del 1987 include la narrazione di Orson Welles incisa nel 1975 ma poi non utilizzata nel disco originale), si presta mirabilmente a colorare parole e storie tratte dai racconti di Poe, anche grazie all'aiuto dei numerosi ospiti. Lo stralunato Arthur Brown interpreta divinamente la follia che consuma l'uomo ossessionato dal cuore rivelatore in "The Tell Tale Heart"; John Miles e Terry Sylvester si superano nella struggente resa della storia della botte di Amontillado; in "the Raven", la voce del narratore viene trattata attraverso l'uso del vocoder, un innovativo distorsore vocale.

Completano il disco il sardonico hard rock di "Doctor Tarr and Professor Fether" e la dolcissima chiusa finale di "To one in Paradise", basata sull'omonimo poema di Poe.

Insomma, a conti fatti si tratta di un disco di musica non rivoluzionaria, certamente figlia del suo tempo, ma incredibilmente intelligente e bilanciato, che non potrà non mandare in brodo di giuggiole i fan di Poe.

- Prog Fox

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