mercoledì 2 settembre 2026

Suede: "Coming Up" (1996)

Esce il 2 settembre di trent'anni fa "Coming Up", terzo album in studio degli Suede, tra le prime star del brit pop, ma anche la prima probabilmente a incorrere in una grave crisi, conseguenza dell'insuccesso del secondo album "Dog Man Star", che portò alla scissione fra il cantante Brett Anderson e il chitarrista Bernard Butler, autori di quel capolavoro incompreso. Anderson, rimasto in controllo del gruppo, decide che gli Suede saranno 'facili, orecchiabili, radiofonici'. Il risultato è questo disco, il più fortunato commercialmente per la formazione inglese.



(edizione deluxe per il trentennale: "Coming Up")

Il biennio 1994-95 fu difficile per gli Suede. In poco più di due anni, la band era passata dall’essere la portabandiera del movimento britpop (da loro fondato con l’omonimo esordio del 1993) all’anticamera della scomparsa dai radar mainstream, complice la difficile vita discografica del secondo album “Dog Man Star”. Quello che oggi è considerato l’assoluto capolavoro di Brett Anderson e Bernard Butler portò alla separazione del duo creativo della band, con il chitarrista che lasciò il gruppo poco prima della fine dei lavori; come se non bastasse, la ricezione critica e commerciale dell’album all’indomani dell’uscita fu disastrosa, le sue atmosfere cupe bistrattate e incomprese.

Nel 1996, la nuova lineup della band, con Butler sostituito dal giovanissimo Richard Oakes alla chitarra e con l’aggiunta di un tastierista, mette in cantiere il terzo lavoro. Anderson dichiara urbi et orbi che questa volta gli Suede saranno “facili, orecchiabili, radiofonici”, i ritornelli “cantabili, epici”, gli umori più leggeri, per un disco fatto di “dieci hits”. Il prodotto di questi sforzi per riconquistare il pubblico fu “Coming Up”, ad oggi il maggiore successo commerciale dei londinesi nonché nave madre di una piccola flotta di singoli spaccaclassifica (per la precisione cinque).

Ben lontano dallo status di capolavoro di culto del suo predecessore, questo “Coming Up” è una pregevole raccolta di canzoni che contengono la quintessenza del concetto di britpop: fresche e orecchiabili ("Trash"; "Starcrazy"), oppure languide e malinconiche ("The chemistry between us", "Saturday night").

L’attitudine glam, mutuata dagli intensivi ascolti dei T-Rex durante le fasi di registrazione, emerge nell’energica “She”, ma soprattutto in “Beautiful ones”, riuscitissimo pezzo di pop-rock radiofonico intelligente e caustico, nonché principale highlight dell’album stesso assieme alla già citata “Saturday night”.

“Coming Up” è certamente un ottimo disco, un ascolto immediato e gradevole che però lascia poco sul lungo periodo, ad eccezione di uno o due pezzi davvero eccezionali. La fase migliore degli Suede, quella caratterizzata dagli scavi tra Butler ed Anderson, rimasta incompresa per più di un decennio, è finita per sempre. Il pop-rock che ne ha preso il posto non ha la stessa profondità e, comunque, non ripeterà più l’exploit commerciale di questo “Coming Up”.

- Spartaco Ughi

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