domenica 30 agosto 2026

Jaco Pastorius: "Jaco Pastorius" (1976)

Esce nell'agosto di cinquant'anni fa l'esordio da solista del bassista elettrico Jaco Pastorius, uno dei maggiori interpreti di sempre del quattro corde senza tasti. "Jaco Pastorius", inciso nell'ottobre del 1975, è uno dei dischi che rivoluziona lo strumento. Tra gli ospiti di livello: Sam & Dave, il tastierista Herbie Hancock, i fratelli Brecker ai fiati, Don Alias e Lenny White alle percussioni.



(disco con due tracce bonus qui: "Jaco Pastorius")

A 24 anni, il bassista Jaco Pastorius viene scoperto da Bobby Colomby, ex-batterista dei Blood, Sweat & Tears, che lavora per la Columbia. Pastorius ha già inciso nel 1974 un album con Paul Bley, intitolato "Jaco" in suo onore: Colomby non fa fatica a scritturarlo per la Columbia Records e gli mette a disposizione qualunque artista lui voglia per realizzare le proprie composizioni. Herbie Hancock, Wayne Shorter, David Sanborn, Michael Brecker e il duo soul Sam & Dave saranno fra i nomi di punta di un disco suonato da un cast stellare.

"Jaco Pastorius", inciso nell'ottobre del 1975 e pubblicato ad agosto del 1976, è uno dei dischi che rivoluziona il basso elettrico. Il sound personale del fretless di Jaco è semplicemente pazzesco. L'album è un manifesto delle potenzialità esecutive e compositive della figura del bassista. Si apre con "Donna Lee", un semplice divertissement di due minuti e mezzo in cui Jaco si scalda, da virtuoso senza pari, con una composizione di Miles Davis. Prosegue poi "Come on, come over", un altro scherzo - una imitazione di una canzone soul di una decina di anni prima, cantata proprio da quei Sam & Dave che erano diventati famosissimi con molti successi tra cui la celeberrima "Hold on, I'm coming" scritta da Isaac Hayes.

Dopo essersi divertito, Jaco fa sul serio: "Continuum" è il primo dei suoi tanti pezzi bassocentrici, in cui la tecnica del musicista viene utilizzata né come accompagnamento né come esibizione, ma come centro focale della composizione. È forse il primo capolavoro del giovane bassista. Segue "Kuru/Speak like a child", un'altra composizione di ampio respiro, scritta con il pianista Herbie Hancock, nella quale a un quartetto fusion (basso/pianoforte/percussioni/batteria) si accompagna un ensemble di dodici archi.

"Portrait of Tracy" apre il lato B analogamente a "Donna Lee", con una evoluzione virtuosistica di Pastorius, stavolta però più meditata, e caratterizzata da un elaborato crescendo. Agisce anche da preludio alla successiva "Opus Pocus", un altro dei vertici dell'album, segnata dagli interventi delle steel drums ma soprattutto dal sublime sax soprano di Wayne Shorter.

Segue quello che è probabilmente il capolavoro assoluto del disco, "Okonkole y Trompa", composto assieme al percussionista Don Alias, il cui contributo alla riuscita del disco non può essere trascurato, vista la sua direzione impeccabile del reparto percussivo di ogni traccia. "Okonkole y Trompa" è un pezzo di atmosfera in cui le percussioni di Alias costituiscono il tappeto sul quale si sviluppano i temi musicali del corno francese di Peter Gordon. Jaco assume un ruolo quasi di comprimario, suonando un intricato tema ritmico di sottofondo con grazia e leggerezza consuetamente infernali.

"(Used to be a) Cha Cha" è il magnum opus del disco. Segnato da una atmosfera jazz rock in cui Pastorius paga il proprio tributo alla musica afrocaraibica, inizia con il bellissimo solo di flauto piccolo di Hubert Laws che poi lascia spazio alle improvvisazioni spericolate di Jaco sul tessuto ritmico del pianoforte di Herbie Hancock. Toccherà poi anche a lui farci sentire di cosa è capace attorno ai cinque minuti del pezzo, che segue più di altri una classica struttura ad assoli a rotazione di derivazione più propriamente jazzistica. Grandiosa esecuzione di un brano che ancora una volta mostra la versatilità di Jaco come autore. Idem può dirsi di "Forgotten Love", la romantica chiusa classicheggiante dell'album per orchestra d'archi.

Sarebbe banale definire "Jaco Pastorius" un disco fondamentale per chiunque si interessi del basso elettrico. Non che non lo sia: lo è, eccome; ma oltre ad aprire un enorme ventaglio di possibilità allo strumento, questo album è anche il più perfetto e completo manifesto compositivo di uno dei più grandi talenti del jazz rock degli anni settanta. Pronto per entrare a suonare nei Weather Report, dopo essersi presentato al loro leader Joe Zawinul come "il migliore bassista del mondo", Jaco diverrà una superstar del basso elettrico, e si rovinerà con droga e alcool per poi morire in disgrazia a soli 35 anni. Ma questa è un'altra storia.

- Red

Nessun commento:

Posta un commento

ARTISTI IN ORDINE ALFABETICO:   #  --  A  --  B  --  C  --  D  --  E  --  F  --  G  --  H  --  I  --  J  --  K  --  L  --  M  --  N  --  ...