giovedì 27 agosto 2026

Jonathan Larson: "Rent" (1996)

Viene pubblicata trent'anni fa oggi la prima incisione del musical "Rent", composto da Jonathan Larson. Larson non vide mai la sua creatura né su disco né su un palcoscenico: la prima del musical, uno dei maggiori successi di critica e pubblico del decennio, si doveva tenere il 25 gennaio del 1996 a New York, il giorno dopo la sua morte per una dissezione aortica dovuta, probabilmente, a una sindrome di Marfan non diagnosticata, a soli 35 anni.



(disco completo qui: "Rent")

Jonathan Larson, newyorchese ebreo classe 1960, compone con "Rent" il musical simbolo della "Generazione X", la generazione del grunge, dell'eroina e dell'HIV - temi che vengono esplorati con umanità e partecipazione assieme ad altri quali la vita dell'East Village di New York e quella delle comunità 'alternative', dai freak agli squatter agli omosessuali - tutte vite che conosceva benissimo, dato che per dieci anni aveva vissuto a New York mantenendosi come cameriere fra altri aspiranti musicisti e attori, alcuni dei quali avrebbero fatto parte del primo cast che compare in questo album.

"Rent" è semplicemente IL musical degli anni '90. La storia è struggente, evocativa, coinvolge un ampio numero di personaggi credibili e pluridimensionali; le canzoni variano ampiamente sia nella costruzione (da canzoni rock quasi tradizionali, come "One song glory" e "Out tonight", a brani strutturati in dialoghi operistici, come "La Vie Bohème", "Santa Fe", "You'll see boys") sia nei contenuti: impossibile restare insensibili davanti ai malati di HIV che partecipano al gruppo di supporto ("Life support" e "Will I") raccontando la propria quotidiana paura della malattia e della morte, davanti all'esilarante canto alla vita di Mimi che pur malata vuole godere al massimo del tempo che le resta ("Out tonight"), temi che poi ritornano riuniti in "Another day", nella paura di amare di nuovo di Roger, malato anch'egli, combattuto fra la speranza e la paura.

I brani memorabili sono tantissimi, anche se forse concentrati più nella prima parte; la seconda è leggermente meno a fuoco, forse perché costruire un impianto narrativo è sempre più facile che risolverlo; ma l'opera rimane sensazionale, anche per la capacità rarissima di toccare certi temi senza pietismi, senza moralismi, senza celebrazioni e senza drammatizzazione eccessiva. Ci sono le lacrime senza il melodramma, ci sono amore e amicizia senza zuccherose derive sentimentali. "Rent" trae ispirazione dalla "Bohème" di Giacomo Puccini, non solo per i personaggi (la Mimi di "Rent" ha l'HIV invece della tubercolosi; Rodolfo diventa Roger; Marcello diventa Mark; e così via), ma anche per i numeri musicali (per esempio, "Light my candle" da "Che gelida manina"; "Your eyes" da "Quando me'n vo").

Purtroppo Jonathan Larson non vivrà per vedere il clamoroso successo di pubblico e critica della sua creatura: Larson muore a soli 35 anni, il giorno precedente alla prima del musical, per una dissezione aortica.

Il successo di "Rent" ha poi portato anche alla realizzazione di un bellissimo film omonimo nel 2005 di Chris Columbus, con parte del cast originale (passato da ventenni squattrinati a trentenni affermati - senza però che la cosa impedisca di godere del film), che vi consigliamo assolutamente, così come ottima è la sua colonna sonora, realizzata con valori di produzione ben più elevati rispetto all'album originale. Questo, però, rimane anche nella sua ingenuità e nei suoi mezzi meno articolati, uno dei dischi più rappresentativi dell'America degli anni novanta.

- Prog Fox

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