Il 18 agosto 1996 esce "Acrobatic Tenement". Registrato poche settimane prima, è il primo album degli At The Drive In, formazione che a distanza di vent'anni rimane ingiustamente misconosciuta, e nota perlopiù per avere ospitato i due leader dei Mars Volta, Cedric Bixler-Zavala e Omar Rodriguez-Lopez. La formazione di El Paso però era molto di più, e non merita di essere ricordata solo per questo.
(disco completo qui: "Acrobatic Tenement")
"Acrobatic Tenement" è il primo dei tre ottimi album della formazione, che oltre ai due ispanoamericani aveva il suo punto di forza nel chitarrista e seconda voce Jim Ward (che avrà meno fortuna dei due con la sua successiva creatura, gli Sparta). Nel 1996 le cose in casa At The Drive In sono ancora molto confuse, la formazione è fluida, e il terzetto di base cambia batteristi e seconde chitarre come fossero canotte a metà luglio, mentre Omar suona ancora il basso!
"Acrobatic Tenement" è una fotografia di questo momento transitorio, ma non soffre in alcun modo della provvisorietà in cui il gruppo vive. L'album è chiaramente figlio di un'epoca in cui i confini tra il grunge e il neo-punk si stanno sfumando man mano che i due generi sono progressivamente ostracizzati dalla percezione del grande pubblico; e, come altri album dell'epoca, ad esempio quelli dei Sunny Day Real Estate, costituiscono un preludio all'evoluzione (involuzione?) in "emo" delle band che non vorranno commercializzarsi in un blando alt-rock o perseguire la strada del nu metal.
Il post hardcore degli At The Drive In comunque è ancora potente, oltre che emotivo, e non disposto ad alcun compromesso: i brani sono tutti di livello eccellente, e il disco non ha alcun momento di cedimento nei suoi intensissimi 32 minuti.
Il disco si apre con l'ultraenfatico minuto e un quarto di "Star Slight", per procedere in modo ancora più urlato e sgolato con "Schaffino". "Ebroglio" è dedicata all'amico suicida Julio Venegas: questa è ancora la generazione X, la band è immersa in un ambiente fatto di tossici e disperati - Venegas si suicida, Jeremy Ward (cugino di Jim) morirà per overdose, altri amici e parenti faranno fini simili - e tutto questo malessere e questa rabbia filtrano pesantemente nell'album.
Pare che realizzare il disco sia costato 600 dollari e infatti si sente, soprattutto nelle tracce più riflessive come "Initiation", uno dei pezzi migliori del disco, quasi da Smashing Pumpkins steroidati - ma la povertà e rozzezza dei suoni si presta perfettamente all'impanto emotivo della band.
I pezzi forti di "Acrobatic Tenement" non si limitano all'apertura: "Blue Tag" si apre con una qual sgraziata dolcezza, prima di trasformarsi in una cavalcata emo-punk in cui Bixler dà il meglio di sé con le sue urla cariche di rabbia e ribellione; "Coating of Arms" è capace di attraversare uno spettro di emozioni e di cambi di tempo, ed enfatizza le ritmiche angolari di Ward e l'ottimo drumming di Ryan Sawyer, inspiegabilmente cacciato nella confusione che regnava nel gruppo a quel tempo. L'album si chiude in modo appropriato con l'ottima "Porfirio Diaz", altro uptempo segnato da cambi ritmici, chitarre spigolose, urla sgolate e atmosfere claustrofobiche.
Nel complesso "Acrobatic Tenement" si rivela una ottima opera che rimane un documento fondamentale e sincero del passaggio dall'era grunge all'era emo; dove "sincero" è qui l'aggettivo più importante, che nobilita ed eleva l'opera sopra a molti dei suoi meno degni successori.
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