Dal 15 al 29 luglio di cinquant'anni fa veniva inciso "Small Change", quarto album del cantautore americano Tom Waits.
(disco completo qui: "Small Change")
Forse "Small Change", inciso fra il 15 e il 29 luglio del 1976, è il disco migliore del primo periodo di Tom Waits. Se alcuni preferiscono le sperimentazioni anni '80, altri vedono come più sincero, meno ricercato e più profondo l'immediato e sanguigno bluesman anni '70, piano, sigaretta, tocchi jazz come quelli della batteria di Shelly Manne (si ascolti in particolare lo scat-blues jazzato "Step right up"), i testi ispirati a Chandler e Bukowski.
"Tom Traubert's Blues" apre la panoramica di alcolizzati e sconfitti dell'album, con un ritornello tratto dalla canzone australiana "Waltzing Matilda" (A.B. Paterson, 1890). Ma il tono generale dell'album è dato soprattutto dalle ballate pianistiche, improntate a un blues crepuscolare e solenne: dal piano e voce di "Jitterbug Boy", "Bad liver and a broken heart" e "The piano has been drinking" (forse la migliore di questo genere), alla splendida "Invitation to the Blues", decorata dal sax di Lew Tabackin, o alla finale "I can't wait to get off work" o all'arrangiamento per piano, combo jazz e archi di "I wish I was in New Orleans".
Il cinismo e pessimismo che traspaiono nei testi e nella voce raschiante, ubriaca e licantropa, di Waits, possono non essere per tutti: è quasi irritante il compiacimento bukowskiano per il proprio nichilismo; Waits stesso, anni dopo, indicherà come molto deprimente e solitaria questa fase della propria vita. Come sempre ogni ascoltatore avrà un personale punto di equilibrio fra il sogno di una vita dissoluta e notturna e l'incubo delirante di un alcolista autocompiaciuto, che consentirà ad ognuno di godere e soffrire in modo diverso delle atmosfere del disco.
Resta il fatto che l'album è senza dubbio l'opera di un grande artista, che ha saputo sublimare la propria sofferenza, vera o presunta, autocompiaciuta o sincera che fosse, in un distillato di arte. Dopotutto, sin da quando è nato nelle piantagioni di cotone del sud, in questa capacità di trasformare la sofferenza in musica sta l'essenza del blues.
- Prog Fox
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