lunedì 18 maggio 2026

Warren Zevon: "Warren Zevon (II)" (1976)

Esce cinquant'anni fa oggi il secondo, omonimo album del cantautore americano Warren Zevon. Il disco, giunto a sette anni di distanza dal suo esordio senza successo, viene realizzato con la collaborazione con la crema del soft rock californiano dell'epoca, da James Brown agli Eagles, dai Fleetwood Mac ai sessionmen David Lindley (violino, banjo, chitarre), Waddy Wachtel (chitarre), Bob Glaub (basso) e molti altri. È la peculiare vena artistica di Zevon che fa sì che non si tratti di un mero prodotto commerciale dell'epoca.



(disco completo qui: "Warren Zevon (II)"

Critica e pubblico 'esperto' tendono a sottovalutare la musica 'commerciale'. È sempre stato così e sempre lo sarà, perché un certo grado di fascino sarà sempre esercitato da ciò che si pone direttamente come anti-sistema e non-massificato. Così, negli anni '70 ci si poteva permettere di guardare con disprezzo al fenomeno AOR (album-oriented rock, o adult-oriented rock) quello che si chiamava con disprezzo 'rock corporativo', finendo per privare le proprie orecchie e la propria anima di perle come questa.

Warren Zivotovsky nasce a Chicago nel 1947, figlio di un immigrato ebreo e di una donna mormone: il padre è un mafioso al soldo del gangster ebreo Mickey Cohen, immortalato nella tetralogia di LA di James Ellroy. Dopo vari spostamenti, si stabilizza con la madre a New York, dove insegue il sogno di diventare un cantautore. Dopo un primo album senza sucesso ("Wanted dead or alive" del 1969) va in tour con gli Everly Brothers come tastierista e corista: la sua seconda chance arriva il 18 maggio 1976, quando viene pubblicato l'omonimo "Warren Zevon".

Registrato a Los Angeles con la crema del corporate rock, "Warren Zevon" ospita fra gli altri Lindsey Buckingham e Stevie Nicks dei Fleetwood Mac, Don Henley e Glenn Frey degli Eagles, Jackson Browne, Bobby Keys (il sax preferito dagli Stones), David Lindley (ex-Kaleidoscope), Bonnie Raitt, JD Souther, Carl Wilson (Beach Boys), ed è niente di meno che un piccolo capolavoro dell'epoca.

Zevon si dimostra un narratore immaginifico e profondo: ogni canzone è una vignetta intrigante, con testi ispirati e musiche semplici ma efficaci, caratterizzate da arrangiamenti intelligenti e di grande gusto, a partire dal brano di apertura "Frank and Jesse James", che contiene elementi country folk come la successiva, brillante "Mama couldn't be persuaded" (con un David Lindley fenomenale al violino), per proseguire con l'amara, dimessa "the French Inhaler". Un filo meno riusciti certi sentimentalismi come "Carmelita" e "Hasten down the wind" (duetto con Phil Everly dagli archi un po' sciropposi, forse non a caso incisa poco dopo da Linda Ronstadt, che ne fa un successo di classifica), o la scontata "Join Me in L.A.". A chiudere l'album su una nota elevata troviamo la migliore sintesi tra le due direzioni, "Desperados Under the Eaves", capace perfino di sostenere il peso degli invadenti archi diretti da Sid Sharp.

Se per caso quell'epoca musicale non vi ha mai detto niente, o l'avete sempre schifata per un mero pregiudizio, questo potrebbe essere il punto di partenza per riscoprirlo. Non sapete cosa vi siete persi.

- Prog Fox


Warren Zevon, voce, pianoforte, chitarre & armonica
Waddy Wachtel, chitarre & voce

Jackson Browne, voce (#2,3,11), pianoforte (#10) & chitarra slide (#3)
Lindsey Buckingham, chitarre (#3); voce (#5,7)
Rosemary Butler, voce (#10)
Jorge Calderón, voce (#8,11)
Marty David, basso elettrico (#3)
Ned Doheny, chitarre (#10)
Kenny Edwards, voce (#11)
Phil Everly, voce (#1,4)
Glenn Frey, chitarre (#9), voce (#6,9)
Bob Glaub, basso elettrico (#1-2,4-7,9-11)
Don Henley, voce (#6)
Billy Hinsche, voce (#11)
Bobby Keys, sax (#5,7,10)
David Lindley, banjo (#1), violino (#1,2,5), chitarra slide (#4,7), chitarre (#9)
Gary Mallaber, batteria (#3,8)
Roy Marinell, basso elettrico (#8)
Stevie Nicks, voce (#7,10)
Bonnie Raitt, voce (#10)
Fritz Richmond, jug (#8)
Sid Sharp, arrangiamento & direzione archi (#4,6,11)
JD Souther, voce (#2,11)
Carl Wilson, voce (#11)
Jai Winding – piano (#5), organo (#10), sintetizzatore (#10), voce (#11)
Larry Zack, batteria (#1,2,4–7,9–11)

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