Esce nel febbraio di cinquant'anni fa "Moonmadness", quarto album dei prog rocker britannici Camel; uno dei migliori album della loro carriera, prosegue il momento di gloria iniziato col terzo album "the Snow Goose" l'anno precedente.
(disco completo qui: "Moonmadness")
Dopo un concept album come "the Snow Goose", pressoché interamente strumentale e fruibile come un'opera continuativa, i Camel decidono di ritornare alla forma canzone, muovendosi lungo coordinate maggiormente canterburyane e meno sinfoniche con il successivo, quarto LP "Moonmadness".
Aperto da un breve, inessenziale riempitivo di introduzione ("Aristillus"), il disco contiene alcune delle composizioni più potenti della carriera dei Camel, come se fossero rientrati sui loro primi due album e li avessero perfezionato magistralmente, dopo il bagno concettuale di "the Snow Goose" che aveva portato loro la maturità.
"Song within a Song", unico pezzo della loro carriera cantato dal bassista Doug Ferguson, "Air Born", e la mini-suite conclusiva "Lunar Sea", strabordante, travolgente tour-de-force strumentale del quartetto, rappresentano i Camel al loro meglio assoluto: malinconia struggente, figure ritmiche elaborate e complesse, assoli liquidi e profumati come fiumi di un mondo fatato, escapismo progressive al suo vertice sublime, uscite melodiche commoventi, esplosioni sonore esilaranti, con questi aspetti che spesso si sovrappongono gli uni sugli altri (il finale esplosivo della batteria di Andy Ward in "Song within a Song" con la melodia di uscita grandiosa e nostalgica del sintetizzatore di Peter Bardens; il solo di chitarra di Andy Latimer sulla ritmica allucinata e ossessiva della ripresa del tema principale di "Lunar Sea").
Completano il disco l'onesto strumentale "Chord Change", caratterizzato da un bell'assolo sui tempi medi di Latimer, e la buona canzone "Another Night", oltre a un altro breve frammento, i due minuti di piano e voce di "Spirit of the Water".
Nel complesso, "Moonmadness" è il secondo della grande sequenza di album dei Camel che è cominciata con "the Snow Goose" nel 1975 e che proseguirà, attraverso "Rain Dances" e "Breathless" fino al 1978, segnando la fase migliore della carriera di uno dei massimi esponenti della seconda era del progressive britannico.
- Prog Fox
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