mercoledì 30 novembre 2016

Velvet Underground & Nico: "the Velvet Underground & Nico" (1966)

>Venivano completate nel novembre del 1966 le registrazioni di "the Velvet Underground & Nico", album d'esordio dei Velvet Underground di Lou Reed, qui accoppiati alla chanteuse tedesca Nico dal genio pigmalione di Andy Warhol, anche autore della celeberrima copertina con la 'banana'. Come disse Brian Eno, "vendette solo 500 copie, ma ognuna delle persone che lo comprò fondò una band".



(disco completo qui: "the Velvet Underground & Nico")
Succede che si ritrovano insieme un baldo chitarrista (Morrison), una strana percussionista (Tucker), un polistrumentista che ha deciso di azzoppare il violino (Cale), un enigmatico intellettuale con vari interessi musicali (Reed). Si unisce loro una splendida modella (Nico), eterea e con tendenze decadentiste sensuchtiane, a cui si chiede gentilmente di usare anche la sua altrettanto splendida voce per attirare l’attenzione.

Si decide, il faute de mieux e giusto per ingannare il tempo, di intraprendere un viaggio nel proprio tempo, nelle follie e nelle dissonanze della metropoli, della capitale del mondo in cui ci si trova a vivere.

Si è peraltro sotto l’ala protettrice di un tipo interessante (Andy), un artista piuttosto eccentrico, che decide, il faute de mieux e giusto per ingannare il tempo, che questi tizi saranno la sua espressione musicale, la sua propaggine.
Ad esempio regala loro, tanto per, una copertina con una banana da sbucciare (https://www.youtube.com/watch?v=aVrTORySXjU).
Beh, come non entrare nella storia della musica con queste premesse?

Certo, si inizia perculando un po’ il pubblico pagante (che almeno all’inizio non sarà moltissimo) con una dolce ninna nanna (“Sunday Morning”) in cui i più accorti cominciano a percepire il tono da murder ballads complessivo. Ma tant’è: Nico (la modella di cui sopra) giganteggia, ci conquista ma ci conduce per mano - ingannatrice - dall’altra parte, nella buca di Alice.
Ed infatti si comincia subito a sentire il sudore e l’odore della strada e non si scherza più: arriva Reed e la discesa agli inferi inizia con “Waiting for the man”. Ovverosia l’attesa malsana del raggio di sole a cui appigliarsi, che è incarnato però da “the man”, dalla dipendenza, dalle tenebre.

Il sogno in cui si cade, o meglio l’incubo, permette anche di cullarsi nel limbo (“Femme fatale”, ecco ancora una morbosa nenia - con Nico alla guida - che evoca un’altra dipendenza, quella dal sesso e dal desiderio) ma poi tutto esplode: “Venus in furs”, canzone evocativa e malata, perfetta sintesi dell’intero progetto. Viole gracchianti su ritmi cadenzati e precisi: compare il buco nero, si è magicamente inghiottiti. Non inganni la successiva “Run Run Run", che pare muoversi su toni più ordinari ma nasconde al suo interno una frenesia incongrua e febbrile.

Subito si ritorna sul lato oscuro della luna, con la canzone gemella di “Venus in Furs”, ovverosia “All tomorrow’s parties”: Nico incarna le vesti della vestale sciamanica e si compie un altro miracolo nero.

E poi c’e’ “Heroin”. My life, my wife dice Reed: la confessione si fa completa ma non si cerca assoluzione, si cerca solo sincerità e umana comprensione. Il sabba finale, l’orgasmo ritmato dalla Tucker, è sicuramente una evocazione dello stato di coscienza alterato; così come il vuoto e la desolazione finale che lasciano vinti e senza forze. Ma umani: distrutti ma umani.

Due canzoni quasi pop (la più riuscita è sicuramente la ammaliante e romantica “I’ll be your mirror”, mentre “There she goes again” è un intermezzo di minor mordente) e poi i baccanali dissonanti e caotici della coda: “The black angel death’s song” e “European son”. Tutto si compie, tra archi in fiamme e tamburi.
L’attraversamento dello Stige newyorkese è quindi descritto e si esce all’aria; le stelle sono lì fuori ma confuse, sempre più distanti, sempre più inutili.

Meglio aspettare il tipo, meglio preparare i soliti 26 dollari e sperare di non sapere più nulla di niente, almeno per un po’, almeno fino alla prossima giornata.

- il Compagno Folagra

Nessun commento:

Posta un commento

ARTISTI IN ORDINE ALFABETICO:   #  --  A  --  B  --  C  --  D  --  E  --  F  --  G  --  H  --  I  --  J  --  K  --  L  --  M  --  N  --  ...