venerdì 8 aprile 2022

Toto: "Toto IV" (1982)

Usciva quarant'anni fa oggi "Toto IV", capolavoro degli americani Toto e uno dei dischi di classic rock più perfetti degli anni ottanta. Oltre ai singoloni "Africa" (una delle più belle canzoni degli anni ottanta) e "Rosanna", tutto il disco è in perfetto equilibrio fra estetica AOR losangelina, senso melodico strabordante e virtuosismo tecnico.



(disco completo qui: https://tinyurl.com/exwbuxex

Nel 1981 i Toto sono un gruppo in difficoltà. Dopo il buon risultato del loro esordio eponimo del 1978, il successivo "Hydra", disco strepitoso e forse massimo punto artistico della band, non consegue i risultati sperati. Ancora peggio fa "Turn Back", effettivamente il risultato onesto ma confuso di una band in cerca di certezze.

La casa discografica li minaccia di creare una hit oppure di essere licenziati, e fornisce al gruppo tempo e tecnologia di avanguardia, oltre che i soldi per impiegare sessionmen di supporto alla formazione, che consente ai Toto di reclutare il percussionista Lenny Castro (che si unisce alle percussioni di Joe Porcaro, padre del batterista Jeff e del tastierista Steve), una orchestra impiegata in quattro brani e una sezione fiati formata da Gary Grant, Jerry Hey, Jim Horn, Jimmy Pankow dei Chicago, Tom Scott e Jim Smith, che accompagna subito sia il mega-successo di "Rosanna", che apre in maniera sensazionale il disco, sia la seguente "Make Believe".

Lasciati purtroppo da parte gli atteggiamenti prog di "Hydra", il gruppo si dedica a un suono classic rock infuso di melodie pop di sapore losangelino, in perfetto stile AOR/yacht rock, nobilitato dal virtuosismo degli strumentisti (e del principale cantante solista, Bobby Kimball, come si può sentire già in "Rosanna") che sanno abbellire ogni brano con fioriture e finezze inusuali (si ascoltino l'assolo finale di Lukather in "Rosanna" e i cambi di tonalità della solo apparentemente banale "Make Believe").

Non mancano i pezzi piacioni e ultra-romantici come "I won't hold you back" del chitarrista Steve Lukather. "Waiting for your love" tocca invece corde quasi black, flirtando con certaa dance di matrice r&b dei primi anni ottanta .

Naturalmente a concludere il disco e trasportarlo definitivamente nell'empireo dei dischi del decennio sta quel capolavoro totale che è "Africa". La voce calda e serena del tastierista David Paich ci accompagna in un Continente Nero immaginifico, lasciando poi posto alla passione della voce di Kimball, qui forse al picco della propria carriera.

Forse "Toto IV" non è in toto (ops) un capolavoro, e a parere di chi scrive non è nemmeno il migliore disco del gruppo - sicuramente però è un disco validissimo e una grande conferma del valore intrinseco intuito con il loro primo album e ribadito da "Hydra".

Il successo incredibile del disco non viene probabilmente valorizzato dal gruppo, che non va in tour perché Lukather e Paich in particolare iniziano a lavorare a "Thriller" di Michael Jackson. Il momento viene perso e il bassista David Hungate lascia per trasferirsi a Nashville con la propria famiglia. Le cose non sembrano andare per il meglio anche perché Bobby Kimball viene cacciato per problemi di droga che stanno deteriorando la sua voce; ma il sestetto Kimball-Porcaro-Porcaro-Hungate-Lukather-Paich che ci ha regalato "Toto", "Hydra" e "Toto IV" è ormai entrato nella storia.

- Prog Fox

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