giovedì 14 aprile 2022

Gentle Giant: "Three Friends" (1972)

Esce il 14 aprile di cinquant'anni fa "Three Friends", terzo album dei britannici Gentle Giant, fra i maggiori esponenti del rock progressivo dell'isola. L'album prosegue i risultati incredibili e l'eclettismo virtuosistico di "Acquiring the Taste" in un filo conduttore con il successivo "Octopus", costituendo con essi una trilogia che rappresenta una delle sequenze più clamorose nella storia del prog rock.



(disco completo qui: https://tinyurl.com/2p83msmd)

Nel dicembre del 1971, i Gentle Giant rientrano in studio di registrazione per dare un seguito al capolavoro "Acquiring the Taste". L'ispirazione scorre fortissima nelle loro vene, anche se devono fare a meno del batterista Martin Smith, che lascia il posto al nuovo membro Malcolm Mortimore. Il gruppo (i fratelli Derek, Phil e Ray Shulman, qui rispettivamente voce, basso/violino/voce e voce/sax; Kerry Minnear, voce/tastiere; Gary Green, chitarre) decide di autoprodursi, dopo avere lavorato per due dischi con Tony Visconti (produttore famoso per le sue collaborazioni con T. Rex e David Bowie).

Questa volta i Gentle Giant decidono di tentare la carta di moda del concept album. Il disco viene dedicato appunto alla storia di 'tre amici', che, dopo essere stati compagni di scuola, perseguono tre diverse carriere da adulti: l'operaio ("Working all day"), l'artista ("Peel the Paint") e il dirigente ("Mr. Class and Quality"). Scelta una strada molto lontana sia dalle fantasie escapiste di molto progressive rock, sia dalle loro stesse precedenti opere (che tracciavano liriche influenzate dal folk, dal romanzo picaresco e dal romanzo fantastico), i Gentle Giant perseguono una ficcante critica sociale che ritornerà periodicamente nella loro carriera ("The Power and the Glory", 1974; "Interview", 1976).

Il disco è un'altra opera meravigliosa, che lo pone al centro non solo metaforico della competizione con "Acquiring the Taste" (1971) e "Octopus" (1972) per il titolo di migliore album del gruppo. Ogni fan dei Gentle Giant ha la sua opinione a riguardo, ma il vostro umile scrittore lo pone al terzo posto in questa speciale classifica - nonostante i suoi indubbi meriti.

La scelta di fare di "Three Friends" un concept album porta i Gentle Giant a realizzare un album che ha un tocco di eclettismo in meno rispetto ad altri della loro produzione. Considerato il tema moderno e sociale affrontato nelle liriche, vengono ridotte notevolmente sia la quantità di folk che di riferimenti classici, senza che questo significhi rimuoverle completamente. Il suono del disco è maggiormente rivolto a un hard rock o a un jazz rock spigolosi, con giustapposizioni generalmente più angolari e disturbanti che non melodiose e commoventi. Anche questa naturalmente è una lettura generale, perché non mancano intensi momenti melodici.

"Prologue" e "Schooldays" aprono il disco introducendo la storia dei tre ragazzi. Se "Prologue" è un capolavoro di prog rock con tocchi jazz, ostinati in tempi dispari ed elaborate armonie vocali, "Schooldays" rappresenta la traccia più debole del disco, con l'andamento vocale a singhiozzo nella parte iniziale e il torpore al ralenti della seconda metà ad appesantire inutilmente la canzone, che comunque presenta momenti interessanti soprattutto nei ritornelli della prima parte.

Le successive tre tracce, dedicata ognuna a uno dei 'tre amici', tornano al livello superbo di "Prologue", con "Working all day" che mescola sea shanties e blues rock per rappresentare l'operaio stradale con la versione prog di un canto da lavoro, su cui Minnear getta un fantastico organo solista, "Peel the Paint" che descrive con sarcasmo il pittore come vede se stesso (la prima metà, pomposa e solenne, con il delizioso violino di Ray Shulman; la seconda metà hard rock chitarristico che fa a pezzi la ridicola idea di sé dell'artista, con un fantastico assolo di Green), e il caracollante hard rock di "Mr. Class and Quality" che trasmette il senso del dirigente/quadro quasi come l'elemento di un branco di cani da caccia, il cui scopo di vita è 'give and take the orders'. Meravigliosa la prova vocale di Derek Shulman anche a livello di interpretazione, mentre l'ossessivo hard della sezione ritmica viene squarciato dai tagli improvvisi dei musicisti.

Quest'ultima traccia si inerpica poi in un meraviglioso finale corale a quattro voci, intitolato "Three Friends", che conclude un disco magistrale con il suo momento più solenne, dai toni quasi liturgici.

Con "Three Friends", i Gentle Giant realizzano un altro importante tassello della loro discografia e un disco fra i migliori dell'era del prog rock classico. Si confermano così una delle formazioni migliori del genere, e si preparano a realizzare un nuovo disco prima della fine dell'anno - "Octopus", che si gioca con i suoi due predecessori la palma di migliore opera del gruppo.

- Prog Fox

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