Il 29 marzo di cinquant'anni fa venivano completate le registrazioni dell'album eponimo dei Roxy Music, una delle più grandi formazioni britanniche degli anni settanta, protagonisti in questa fase di un originalissimo, eclettico incontro fra il più decadente dei glam rock e il più sofisticato degli art rock, tenuto insieme da un gruppo di musicisti sensazionali (il chitarrista Phil Manzanera, il sax di Andy Mackay, la batteria di Paul Thomspon, l'enigmatico bassista Graham Simpson, che avrebbe lasciato di lì a poco) guidati dal crooner dalla voce di velluto Bryan Ferry e dal maestro dei sintetizzatori Brian Eno.
(album completo: https://tinyurl.com/43x8y5jj)
Nel novembre del 1970, il cantautore e pianista Bryan Ferry e il bassista Graham Simpson decidono di fondare un nuovo gruppo, i Roxy Music. I primi a unirsi al nuovo gruppo sono Andy Mackay (sax, oboe, sintetizzatori) e Brian Eno (sintetizzatori). Ferry aveva preso parte alle audizioni per trovare il sostituto del cantante dei King Crimson Greg Lake, che aveva lasciato per fondare un nuovo gruppo con Keith Emerson e Greg Palmer. I King Crimson Robert Fripp e Pete Sinfield, che non avevano ritenuto la sua voce adatta al gruppo ma erano rimasti impressionati dal talento di Ferry, convincono la loro casa discografica, la EG Records, a fare un contratto ai neonati Roxy Music nel 1972, quando il gruppo è stato finalmente completato dall'arrivo di Paul Thompson (batteria, giugno 1971) e Phil Manzanera (chitarre, 14 febbraio 1972).
I Roxy Music entrano in studio di registrazione subito dopo, il 14 marzo del 1972, e le sedute di incisione durano due settimane, concludendosi il 29 marzo. La scelta stilistica del gruppo è chiara, visionaria e originale: si tratta infatti di arrangiare le canzoni decadenti di Bryan Ferry, influenzate dallo stile di scrittura di Bob Dylan, Lou Reed e David Bowie, con uno stile che mescola una doppia natura, quella di gruppo progressive rock dalle smisurate ambizioni artistiche e quella di gruppo glam, dalle melodie immediate e ispirate dal rock'n'roll più essenziale, sensuali e maliziose. Ciò che stupisce è il livello di equilibrio e perfezione raggiunto dai sei musicisti nella realizzazione di questa veste assolutamente inedita per il rock del tempo.
Il disco si apre con l'hard rock ossessivo di "Re-Make Re-Model": su una sezione ritmica degna dello space rock psichedelico degli Hawkwind, Bryan Ferry declama con piglio bohemien mentre Andy Mackay al sax e Phil Manzanera alla chitarra rievocano le distorsioni allucinate dei Velvet Underground, con Brian Eno maestro di cerimonie nevrotico ai sintetizzatori. Un capolavoro angosciante molto più che sensuale, che pone vigorosamente il gruppo all'interno delle coordinate del progressive, sebbene in maniera del tutto sui generis.
"Ladytron" aumenta il tasso di sofisticazione progressive e di atmosfera, con Ferry impegnato a piano elettrico e mellotron e l'oboe di Mackay assoluto protagonista, tra interludi strumentali lancinanti ed esplosivi degni dei Van der Graaf Generator che strappano il centro della scena alle strofe languide del cantante.
Il falso country rock "If there is something" aumenta il tasso di eclettismo del disco, trasformandosi man mano da un faux roots rock gioviale in un art rock sinfonico e straziante che ricorda Curved Air o Renaissance, mentre "Virginia Plain" è una canzone sensuale nella tradizione di Lou Reed accoltellata brutalmente dai sintetizzatori selvaggi di Eno. La canzone fu anche scelta come singolo di lancio nel Regno Unito (ed è assente nella versione originale dell'LP inglese). Chiude il lato A l'ennesima perla, "2HB", influenzata dai chansonnier francesi e dal film "Casablanca" ('here's looking to you, kid', famosa frase tratta dal film e pronunciata dall'attore Humphrey Bogart, l'HB del titolo).
Il lato B non manteneva il livello quasi irraggiungibile del primo, con "Chance Meeting" in particolare a giocare il ruolo del riempitivo, ma su di esso troviamo ancora il validissimo glam rocker "Would you believe?" e pezzi fantastici come "Sea Breezes", uno dei momenti più alti della faccia art rock della formazione, con la chitarra abrasiva di Manzanera in primo piano, e la coda finale "Bitters End", una sublime parodia del doo woop straziata dal sax di Mackay.
Sebbbene col passare degli anni il disco sia diventato noto soprattutto per avere lanciato la carriera di due personaggi di massimo livello dello star system del rock'n'roll come Bryan Ferry e Brian Eno, "Roxy Music" è un album spettacolare, confezionato da musicisti eccezionali diretti da un autore d'eccezione.
- Prog Fox
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