venerdì 11 febbraio 2022

Tazenda: "Limba" (1992)

Nel febbraio di trent'anni fa esce "Limba", terzo album dei sardi Tazenda. Dopo il successo clamoroso di "Murales" (1991), trainato dalla partecipazione sanremese con Pierangelo Bertoli di "Spunta la luna dal monte", il terzetto formato da Andrea Parodi (voce), Luigi Marielli (chitarra, voce) e Gigi Camedda (tastiere, voce), accompagnato da una sezione ritmica di lusso (il Gallo Golinelli al basso, Lele Melotti alla batteria) e da un altro ospite di eccezione (stavolta Fabrizio de André), realizza un altro magistrale album al crocevia fra musica popolare e musica rock.



(disco completo qui: https://tinyurl.com/5r32k94h)

Dopo il successo di "Spunta la luna dal monte" e del disco "Murales" in cui compare (1991), Luigi Marielli (chitarra), Gigi Camedda (tastiere) e la voce straordinaria di Andrea Parodi preparano in breve tempo un seguito al fortunato album.

L'ispirazione scorre potente nelle musiche del chitarrista, ancora una volta autore unico di quasi tutti i brani, e il talento negli arrangiamenti del trio impressiona per la capacità sia di scavare nella musica popolare sarda e nella tradizione cantautorile, sia di leggere lo spirito dei tempi nella produzione, con brillanti, limpidi incisi di chitarra elettrica e una sezione ritmica moderna, sorretta dal bassista Claudio Golinelli (noto soprattutto per la collaborazione con Vasco Rossi) e dal batterista Lele Melotti, all'epoca uno dei nuovi, giovani sessionmen di lusso del rock italiano.

Come sempre nei dischi più riusciti, la vera forza sta nell'equilibrio fra la qualità delle composizioni e quella delle interpretazioni. I brani sono perlopiù di ampio respiro, di durata consistente (4-5 minuti), assolutamente necessaria a sviluppare l'accavallarsi spumeggiante di melodie caratterizzate anche da cambi di tonalità e numerosi ponti e incisi, a partire dalla fenomenale "Limba", che apre l'album e gli da il titolo.

Segue "Pitzinnos in sa gherra", meravigliosa ballata antimilitarista in stile cantautorile che fa venire la pelle d'oca già dall'introduzione di piano e batteria, alla quale regala una strofa Fabrizio De André, che troveremo in persona sull'altra facciata dell'ellepì.

"S'ispera manna" è un altro capolavoro, che mescola rock, la voce splendida di Andrea Parodi nella strofa e un vincente alzarsi di tonalità nel ritornello corale ispirato al canto tenorile sardo, senza dimenticare i semplici, vincenti interventi chitarristici di Marielli, e poi il finale con Parodi che si libra magnificamente sopra alle voci dei compagni; "Non la giamedas Maria" è invece un folk rock brillante colorato dalle launeddas sarde e dalla fisarmonica di Camedda, che vede i tre Tazenda alternarsi alla voce solista, scambiarsi di ruolo e poi mescolarsi in un crescendo prog folk.

Non ci scostiamo da queste atmosfere in "Vai (senza di noi)", firmata con l'etnomusicologo Carlo Siliotto e lo scrittore Massimiliano Governi, e presente solo nella versione in cd, canzone in italiano e sardo che si apre ancora con i virtuosismi di Parodi, le launeddas, e poi entra in territori etno folk che ricordano il Peter Gabriel contemporaneo. Anche qui l'alternarsi dei motivi e il sinuoso, multiforme arrangiamento enfatizzano il valore del pezzo.

Il lato B è aperto da "Suite: Preghiera semplice", anch'essa in italiano, composizione in più movimenti la cui maggiore attrattiva è la voce di Parodi, e che non riesce a suonare naturale nel suo sviluppo come quelle pur multiformi che la precedono. Molto meglio l'ennesimo capolavoro del disco, "'Etta abba, chelu", sul quale compare al controcanto Fabrizio De André, che aggiunge la propria voce a quella dei tre Tazenda, in un ennesimo impasto vocale prezioso.

Chiudono l'album un'altra composizione di livello assoluto, "Astrolicamus", dal finale quasi power rock, e il sereno finale dai toni pastorali di "Bettamus intro a nois", con un ultimo assolo di chitarra di Marielli lungo un ultimo inatteso crescendo.

Replicando il successo di "Murales", i Tazenda entrano definitivamente nel gotha del pop rock italiano, esito che avrà luci e ombre sulla vita del complesso. Iniziano le partecipazioni televisive, i Festivalbar in playback, le antologie e i dischi dal vivo che cercano di sfruttare l'esito commerciale dei principali singoli. Nel 1997, Andrea Parodi, stanco di tutto questo, decide di lasciare. Ma ci sono ancora due LP di cui parlare prima di questo momento.

- Prog Fox

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