venerdì 25 febbraio 2022

Pantera: "Vulgar Display of Power" (1992)

Usciva il 25 febbraio di trent'anni fa "Vulgar Display of Power", sesto album dei Pantera e loro massimo successo commerciale. Capolavoro assoluto del metal, nel 2017 fu insignito del decimo posto fra i migliori dischi di heavy metal in assoluto dalla rivista Rolling Stone. Prodotto dal luminare Terry Date, l'album contiene successi immortali come "Mouth of War", "Walk" e "This Love".



(disco completo qui --> https://tinyurl.com/2j7wup63)

Era il 1992, più precisamente il 25 di febbraio, quando i Pantera pubblicarono Vulgar Display of Power, quello che rimarrà l’album più rappresentativo, non solamente per la carriera del gruppo, ma anche per quanto riguardò il rinnovamento di un genere che caratterizzò il metal degli anni novanta.

Dopo il folgorante clamore suscitato dal precedente "Cowboys from Hell" (primo “vero” album dei Pantera, dopo una serie di pubblicazioni servite “da apprendistato”, diciamo così…), grazie a cui il quartetto texano guadagnò in tempi brevissimi i vertici del bill nei più importanti festival mondiali (indimenticabili le loro performance ai vari Monsters of Rock, dalla Russia all’Italia), i Pantera rincarano la dose, ostentando tutta la loro furia sonora con questo “volgare sfoggio di potenza” (il nome dell’album proviene da una citazione del celebre film “L’esorcista”) racchiuso in poco più di cinquanta minuti di post thrash metal ad altissima concentrazione di groove. L’iconica cover dell’album rappresenta in modo alquanto eloquente le mazzate sonore che i Pantera elargiranno a profusione.

Rispetto al precedente masterpiece, "Vulgar Display of Power" presenta un taglio netto con il passato, nello specifico del retaggio della band a base di speed, power, e metal classico ottantiano, sia a livello di soluzioni ritmiche, che distorsioni sperimentate, e nondimeno anche a livello di linee vocali adottate dal carismatico e incontenibile frontman Phil Anselmo: scordiamoci pure il suo stile alla Rob Halford, il falsetto e le sue quattro ottave di estensione vocale, il nuovo Phil Anselmo è orientato su growl feroce e urla lancinanti, il timbro vocale aggiornato al ’92 lo troviamo decisamente più profondo e ruvido, sporcato da tonnellate di sigarette e whiskey. Ciò che invece si è mantenuto saldo, è il legame con le proprie radici southern rock, proprio grazie a esse deriva la spiccata indole compositiva del gruppo a produrre pezzi dannatamente accattivanti e groovy.

Il successo dell’album è proprio questo: il connubio di potentissimo metal a linee vocali assolutamente catchy e assimilabili fin dal primo ascolto. Lo testimoniano pezzi immortali che hanno segnato questa generazione, quali la celeberrima "Walk", l’opener "Mouth for War" (primo singolo estratto da un album che pare più un Greatest Hits), la furia hardcore di "Fucking Hostile", il fenomenale up-tempo di "A New Level", e la conturbante "This Love", pezzo dalle due facce che fanno risaltare il proprio lato melodico e il proprio lato furente. Bastano anche questi primi cinque pezzi dell’album per consegnare i Pantera alla storia.

Proseguendo la tracklist troviamo un altro pezzo da 90, forse un po’ troppo sottovalutato, ossia la poderosa cavalcata thrash "Rise", seguita da altri pezzi di pregevole fattura quali "No Good (Attack the Radical)" e "By Demons Be Driven", in cui la sei corde di Dimebag Darrell non risparmia una serie di riff carichi di groove.

L’accoppiata formata da "Live in a Hole" e "Regular People (Conceit)", due composizioni di qualità seppur non imprescindibili, rappresenta l’unica flessione di un un disco clamoroso. A chiudere le danze provvede "Hollow", ennesima hit stratosferica dei Pantera: il pezzo segue la struttura della mezza ballad alla "One", melodie malinconiche che sfociano in un turbine di distorsioni metalliche in crescendo.

Termina qui un album immenso diventato il punto di riferimento per un intero genere. Un successo tanto clamoroso e plateale quanto poco longevo negli anni a seguire. “La luce che arde con il doppio dello splendore, brucia per metà tempo. E tu hai sempre bruciato la candela da entrambe le parti, Phil” (semi-cit). La band consoliderà la propria fama nel successivo "Far Beyond Driven", salvo poi rischiare lo scioglimento a causa del carattere turbolento di Phil Anselmo. La sua quasi morte per overdose e il conseguente periodo di riabilitazione furono un duro colpo per l’alchimia del gruppo, che per un breve periodo proverà a rimettere insieme i pezzi per poi sciogliersi definitivamente all’inizio del nuovo millennio. L’omicidio di Dimebag Darrell metterà la parola fine in modo definitivo a ogni ipotetica eventualità di una reunion.

- Supergiovane

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