Usciva all'inizio del 1972 (a gennaio negli Stati Uniti, il 18 febbraio nel Regno Unito) il disco d'esordio della Manfred Mann's Earth Band, quarto stadio della formazione fondata da Manfred Mann nel 1961 e nome definitivo del complesso del tastierista sudafricano. L'album si potrebbe definire progressive rock per americani che non amano il progressive rock - passò inosservato in Europa e fu amato dalla critica statunitense. Ciò che conta è che pose le basi per l'ennesimo rinnovamento della carriera di Mann e per parecchi anni di dischi di buono - talvolta ottimo - livello.
(disco con tracce bonus: https://tinyurl.com/2ddmdj6e
Il pianista Manfred Lubowitz, ebreo sudafricano, si era trasferito nel 1961 in Inghilterra principalmente per il disprezzo per il regime di apartheid del proprio paese. Preso lo pseudonimo di Manfred Mann, aveva così chiamato la propria blues/r&b band, fondata col batterista Mike Hugg e guidata dal cantante Paul Jones, e caratterizzata da numerose cover di successo di brani pop e folk. Perso Jones nel 1966, aveva continuato con il cantante Mike D'Abo e poi, dal 1969, con i Manfred Mann Chapter Three, spostandosi verso il jazz rock progressivo fiatistico che andava per la maggiore grazie al successo di Chicago e Blood Sweat & Tears, fra gli altri.
Dopo due album, la collaborazione creativa con Hugg giunge al termine dopo un decennio, e Manfred Mann decide di rifondare il gruppo con il cantante e chitarrista Mick Rogers, il bassista Colin Pattenden e il batterista Chris Slade (che ritroveremo negli anni novanta con gli AC/DC, negli anni zero con gli Asia e negli anni dieci ancora con gli AC/DC).
Il primo disco della nuova formazione, chiamata Manfred Mann's Earth Band per distinguerla dalle precedenti incarnazioni del gruppo, è un disco veramente peculiare e, a conti fatti, poco rappresentativo della fase più famosa della sua carriera, quella più sinfonicamente prog rock che va da "Solar Fire" (1973) a "The Roaring Silence" (1976). In questo album, infatti, il gruppo non mostra né influenze jazz ne classicheggianti, limitandosi a colorare di toni psichedelici e vagamente progressivi una serie di canzoni di sapore roots rock composte perlopiù da Mann e alcune cover del cantautorato americano.
A questo secondo gruppo appartengono il brano di apertura "California Coastline", "Captain Bobby Stout" di Lane Tietgen, l'anonima "Please Mr. Henry" di Bob Dylan, la riuscita "Jump Sturdy" di Dr John e il discreto successo commerciale di "Living Without You" di Randy Newman. Nessuno di questi pezzi mostra una particolare personalità, con il nuovo cantante e chitarrista Mick Rogers ancora molto acerbo come esecutore e lontano dai voli pindarici di chitarra che mostrerà più avanti nel decennio.
Meglio fanno le composizioni originali, soprattutto le due cantate da Manfred, ovvero "Part Time Man" e "I'm Up and I'm Leaving", due ballate pianistiche caratterizzate da una dolce, malinconica ironia.
In Gran Bretagna, l'album rimane pressoché sconosciuto, mentre negli Stati Uniti riscontra vendite modeste e diventa un disco di culto per molti critici, che al pomposo prog sinfonico britannico preferiscono le umili divagazioni strumentali su tempi medi a quattro quarti, specialmente su canzoni di autori americani, eseguite dal quartetto. Le cose cambieranno.
- Prog Fox
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
ARTISTI IN ORDINE ALFABETICO: # -- A -- B -- C -- D -- E -- F -- G -- H -- I -- J -- K -- L -- M -- N -- ...
-
Il 25 settembre marcava il compleanno del cervelloticamente titolato "1.Outside: The Nathan Adler Diaries: A Hyper Cycle", ventesi...
-
ARTISTI IN ORDINE ALFABETICO: # -- A -- B -- C -- D -- E -- F -- G -- H -- I -- J -- K -- L -- M -- N -- ...
Nessun commento:
Posta un commento