venerdì 23 ottobre 2020

Wobbler: "Dwellers of the Deep" (2020)

Esce oggi "Dwellers of the Deep", album dei retro progger norvegesi Wobbler. Un disco dal sapore di un passato epico, basato principalmente sul suono di Genesis, Yes e Gentle Giant, ma con un indiscutibile tocco personale, che sa di sogni cthulhiani nei boschi e nei laghi della Scandinavia.



(il disco completo si trova qui: https://tinyurl.com/y29ka4rx)
(l'album si può acquistare qui: https://tinyurl.com/y6h4chqm)

Dopo più di vent'anni di attività e quasi un decennio con la stessa formazione a cinque, la pubblicazione del quinto album dei Wobbler non dovrebbe sorprendere nessuno - né per il livello qualitativo né per l'omogeneità e coerenza nella proposta musicale. Più che al quarto album "From Silence to Somewhere", "Dwellers of the Deep" somiglia a "Rites of Dawn", terzo e forse migliore prodotto dei seguaci del vintage o retro prog, ovvero di quella modalità di neo progressive che si prefigge di registrare album ispirandosi (o addirittura usando) solo a tecniche e strumenti disponibili negli anni '70, quando i gruppi ai quali si rifanno sfacciatamente hanno prodotto i massimi capolavori del genere.

Che l'album abbia poco di nuovo da dire in termini musicali è evidente già da questa definizione: ma concentrandosi su un manierismo mai cinico, i cinque norvegesi dimostrano di essere ispirati e capaci di costruire narrazioni affascinanti pur in una cornice relativamente ristretta. E perché no? Non si giocano giochi troppo diversi in molti generi nei quali si finge di non riciclare costantemente stili e melodie - e di questo almeno i Wobbler non possono essere accusati, perché l'ispirazione musicale viene decomposta e ricomposta in modi assolutamente personali.

Così non ci imbarazzano le affinità del basso di Kristian Karl Hultgren a Chris Squire degli Yes, o del tastierista Lars Fredrik Frøislie a Rick Wakeman e Tony Banks (anche se non mancano scelte che rimandano maggiormente a suoni del prog di metà anni settanta), o ancora della voce di Andreas Wettergreen Strømman Prestmo a quelle degli Yes, forse più simile a quella dell'indimenticato Chris Squire che a quella del cantante Jon Anderson.

La musica dei Wobbler è sufficientemente complessa, e rifugge facili ritornelli, da richiedere una attenzione superiore alla media per essere seguita. È musica assolutamente narrativa, che fluisce in uno sviluppo del tutto privo di linearità ma che non manca di melodie, passaggi strumentali memorabili e riff di chitarra (Marius Halleland e Strømman Prestmo) e tastiere notevoli - anzi, se c'è un limite al disco tutto è che le tante belle melodie durano troppo poco per non ritornare poi più. Ma questa ricchezza si traduce nella possibilità, anzi nella necessità, di ascolti ripetuti e fruttiferi.

I tredici minuti della fantastica "By the Banks" racchiudono un po' il senso musicale di tutto l'album, offrendosi di spiegare l'idea di fondo che lo sottende tra una melodia e un'altra. Nella dinamica "Five Rooms" il gruppo si lascia trascinare in una cavalcata a briglia sciolta dalla batteria sferzante di Martin Nordrum Kneppen, e fra le influenze troviamo anche lo spazio per un arioso organo canterburyano che ci porta in territorio Caravan/David Sinclair.

"Naiad Dreams", il brano più breve, rievoca le atmosfere fiabesche di certi brani degli Yes e dei Camel a metà anni settanta, ed è una pausa forse non indispensabile ma tutto sommato piacevole che interrmpoe il fluire impetuoso dell'album. Conclude il disco la suite "Merry Macabre", che aggiunge al senso di urgenza e dinamismo dei primi due brani un inquietante tocco cthulhiano, un sapore di bosco percorso da venti alieni che, a ripensarci, si sentiva già dall'inizio dell'album ma che qui diventa impossibile non avvertire con una certa inquietudine.

"Dwellers of the Deep" non percorre strade innovative, ma non si prefigge nemmeno di farlo. È un album totalmente adeguato agli obiettivi prefissati dal gruppo, e colpisce totalmente nel segno. Se siete amanti del prog vecchia maniera e ne cercate di fresco e ottimamente concepito, i Wobbler sono il gruppo che fa per voi.

- Prog Fox

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