venerdì 23 ottobre 2020

Frank Zappa: "Chunga's Revenge" (1970)


Usciva cinquant'anni fa oggi "Chunga's Revenge", terzo album solista di Frank Zappa e undicesimo complessivo considerando anche gli album e i dischi di inediti realizzati con le Mothers of Invention. Un disco di transizione che introduceva per la prima volta le canzoni pornacciose ed esplicite fini a se stesse che sarebbero state marchio di fabbrica del compositore e chitarrista italoamericano.




(il disco completo: https://tinyurl.com/y2z4s72b)

Il secondo vero album solista di Frank Zappa segue "Hot Rats" dopo circa un anno. Vero che Frank aveva già inciso ben due versioni della suite "Lumpy Gravy", e che molti gli attribuiscono i mille e ottocento dischi incisi con le Mothers of Invention, ma visto che la discografia del nostro eroe è notoriamente complessa, confusa e strabordante, possiamo anche ignorare questi dettagli.

Sarà sufficiente per l'ascoltatore riflettere sul fatto che questo è il primo disco di Zappa post-Mothers in cui compaiono delle canzoni vere e proprie, alcune delle quali sono vere e proprie gemme e introducono per la prima volta le porn songs sfacciate e grossolane che diverranno marchio di fabbrica dei progetti di Frank e influenzeranno enormemente gruppi come Elio e le Storie Tese.

Le canzoni sono chiaramente la parte migliore del disco: "Tell me you love me", "Rudy wants to buy yez a drink" e "Sharleena", dominate dall'attacco vocale di Flo & Eddie (ovvero Mark Volman e Howard Kaylan, ex-leader dei Turtles), sono strepitose e varie, la prima un hard rock ossessivo, la seconda un sarcastico attacco ai funzionari del sindacato musicisti e la terza una riuscita parodia del soul rock più romantico. "Would you go all the way" è forse la meno interessante, ma non è comunque da disprezzare.

Oltre a Volman e Kaylan, protagonisti del disco sono il batterista inglese Aynsley Dunbar e il tastierista e sassofonista delle Mothers Ian Underwood, mentre Max Bennett e Jeff Simmons si dividono le parti di basso. Come ospiti troviamo infine George Duke a organo, piano elettrico e trombone in diversi brani, Sugar Cane Harris all'accompagnamento di organo nella inconcludente "Chunga's Revenge", un tedioso solo di chitarra di Frank, mentre John Guerin compare alla batteria in "Twenty Small Cigars", delizioso pezzo di jazz rock strumentale che ricorda le atmosfere di "Hot Rats".

Il tasto dolente di "Chunga's Revenge" sta comunque in quello che sarà il tarlo di tutta la carriera di Zappa, ovvero il desiderio irrefrenabile di mettere su nastro, vinile o hard disk qualunque cosa gli passi per la mente o per le mani di suonare, comporre o arrangiare. Così dieci minuti del disco vengono buttati per "The Nancy & Mary Music", poco più che una molesta jam per percussioni.

Nel complesso, "Chunga's Revenge" risulta un disco di transizione, un buon disco di transizione ma sempre un disco di transizione, fertile e sperimentale ma, come spesso avviene con Frank, da maneggiare con prudenza.

- Prog Fox

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