venerdì 23 ottobre 2020

Cat Stevens: "Tea for the Tillerman" (1970)


Il 23 ottobre di cinquant'anni fa veniva pubblicato "Tea for the Tillerman", quarto album dell'inglese Cat Stevens e uno dei più bei dischi del cantautorato britannico tutto di quegli anni.




(album completo qua: https://tinyurl.com/y2kswzkg)

"Tea for the Tillerman" è il primo (e forse il massimo) capolavoro della carriera di Steven Georgiu, in arte Cat Stevens, oggi Yusuf Islam.

Il giovane cantautore britannico di origine greca e svedese aveva inciso due dischi di pop anni '60 sanza infamia e sanza lode, anche se il potenziale dell'autore e del cantante si intravedeva senza difficoltà (ad esempio su "I love my dog" del primo album e "The first cut is the deepest" del secondo).

Trovata la propria voce personale in "Mona Bone Jakon", il suo terzo album, Stevens completa con "Tea for the Tillerman" la sua maturazione, fatta di un folk rock dalla fantastica sensibilità pop e dall'altrettanto inusuale sensibilità spirituale, che sa giustapporre il suono scarno di chitarre acustiche (in cui è centrale il ruolo del compagno di un decennio Alun Davies), pianoforte (Cat), batteria (Harvey Burns) e basso (John Ryan) con appropriati interventi di archi e violino solista. Steven segna una strada personale e originale nel folk britannico, preceduta forse solo per certi versi da quella di un altro maestro del folk spirituale e universale come Donovan Leitch.

Alcuni dei pezzi di questo disco sono entrati nel canone delle canzoni del secondo novecento: "Wild World" e "Father and Son", con arrangiamenti essenziali e sobri accompagnati da liriche profonde e per nulla astruse o ambiziose sulle dinamiche della vita famigliare e del tentativo di trovare una propria via in un mondo difficile.

Ma non da meno sono "Where do the children play?", la dolcissima "Sad Lisa", il folk tribale di "Longer Boats", l'improvvisa, tormentata cupezza psichedelica della fin troppo breve "But I might die tonight", o infine la magia di quel solo minuto della traccia conclusiva per piano e voci.

La trilogia classica del cantautore proseguirà con "Teaser and the Firecat" l'anno seguente, che completerà il terzetto di opere più note e di successo di Stevens, dalle quali attingono la gran parte delle antologie.

- Prog Fox

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