domenica 24 aprile 2022

Lucio Battisti: "Umanamente Uomo - Il Sogno" (1972)

Usciva il 24 aprile di cinquant'anni fa "Umanamente Uomo - il Sogno", album del cantautore reatino Lucio Battisti, coadiuvato come sempre in questa fase della carriera dal paroliere milanese Mogol. Il disco mostra la maturità e la totale padronanza compositiva del duo, con classici quali "I giardini di marzo", "Innocenti evasioni" e "E penso a te". La sera prima, Battisti lancia il disco con una indimenticabile apparizione televisiva al fianco di Mina, con la quale canta un medley composto da "Insieme", "Mi ritorni in mente", "Il tempo di morire", "E penso a te", "Io e te da soli", "Eppur mi son scordato di te" ed "Emozioni", accompagnati da Massimo Luca alla chitarra acustica, Angel Salvador al basso, Gianni Dall'Aglio alla batteria, Gabriele Lorenzi alle tastiere e Eugenio Guarraia alla chitarra elettrica.



Disco completo --> https://tinyurl.com/yck7ep3y
Mina/Battisti --> https://www.youtube.com/watch?v=W-_p5XCG5yo

La carriera del duo delle meraviglie Battisti/Mogol si stava assestando, a cavallo tra i ’60 e i ’70, per raggiungere la formula che ne avrebbe fortificato il duraturo successo. Nel 1971 esce “Amore e non Amore”, primo album completamente composto di inediti; poi ci sono il passaggio alla “Numero Uno” dalla Ricordi (la vecchia etichetta cercherà di mungere il brand-Battisti finché potrà, pubblicando per esempio l’album/raccolta “Lucio Battisti Vol.4”, che raccoglie brani già usciti, in un disperato tentativo di capitalizzare i diritti acquisiti) e il singolo “La canzone del Sole /Anche per te”, la quale siamo fiduciosi non abbia bisogno di molte parole a corredo. Infine, il primo album di inediti del nuovo corso, questo “Umanamente Uomo - Il Sogno”.

Il disco è l’ennesimo acuto del Battisti propriamente Pop-Rock, quello che metterà a catalogo i suoi classici più orecchiabili. Appartiene alla categoria l’opening de “I Giardini di Marzo”, iconico crescendo di emozioni uggiose e immagini di soffocante malinconia; altrettanto malinconica, e se possibile ancor più romantica, “E Penso a te” è una canzone inizialmente scritta per Bruno Lauzi ma poi interpretata da molti dei più grandi performer italian, da Mina a Ornella Vanoni, da Raffaella Carrà a Raf, da Fiorella Mannoia a Federico Fiumani e la lista è lunga ancora. A fare da cuscinetto tra le due, la spassosa vignetta di adulterio in salsa commedia all’italiana di “Innocenti Evasioni”: spiritualmente una canzonetta, si tratta in realtà di un brano elegante, dall’arrangiamento sofisticato e dal ritmo incalzante. A chiudere il lato B c’è lo strumentale che dà il titolo al disco (il cui testo non utilizzato verrà stampato quasi tre decenni più tardi in un’autobiografia di Mogol), che si adatterebbe bene come colonna sonora di un film.

Il lato B è forse meno incisivo, a confronto: “Comunque Bella” (ballad di amori burrascosi) e “Sognando e Risognando” (root rock dal bel ritmo ma affossato da una voce femminile davvero fastidiosa) sono brani gradevoli, ma minori, sia dal punto di vista lirico che musicale; più interessanti invece “Il Leone e la Gallina”, pseudofavola sulle insicurezze del corteggiamento supportata da una melodia efficacissima, e “Il Fuoco”, strumentale di chitarra distorta intrisa di psichedelia, che resterà un pezzo unico nella discografia di Battisti, sempre impegnato a esplorare nuovi orizzonti.

Battisti e Mogol sono già una coppia di autori rodata, e la loro relazione lavorativa spingerà i limiti della canzone italiana molto, ma molto al di là dei confini in cui si trovava costretta prima del loro arrivo. Sarà un processo rivoluzionario in ogni suo step, sostenuto da una qualità compositiva e una prolificità senza pari in Italia, e con pochi paragoni in Europa.

- Spartaco Ughi

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