sabato 31 ottobre 2020

Godsmack: "Awake" (2000)

Il 31 ottobre 2000 esce "Awake", album della consacrazione degli americani Godsmack, band appartenente al calderone nu-metal dell’epoca ma visceralmente influenzata dagli Alice in Chains.



(disco completo qui: https://tinyurl.com/y3gk9s8k)

Non particolarmente conosciuti né tantomeno apprezzati da noi e nel vecchio continente, i Godsmack sono in realtà uno degli act della scena alternative rock/metal più longevi e pluripremiati in patria, e possono vantare la bellezza di oltre diciassette milioni di copie (fisiche) vendute nel mondo, diluite in sette album da studio pubblicati fino ad oggi.

Dopo l’omonimo debutto, il gruppo consolida la propria reputazione con l’esplosivo "Awake". La formula non è cambiata, la band sembra proporre una rivisitazione in chiave più contorta e appesantita dei primi due lavori degli Alice in Chains, non disdegnando un’escursione nel grunge più ruvido e tendenzialmente vicino al metal, alla maniera dei Willard (uno di quei gruppi della scena di Seattle scomparsi quasi subito) per intenderci.

Il frontman Sully Erna è profondamente debitore di Layne Stanley e non ne fa mistero. Dotato di un timbro differente, più graffiante e corrosivo, ne ricalca quelle intonazioni distorte nel modo di interpretare i pezzi. La struttura delle singole composizioni risulta sempre molto omogenea fondata su una struttura “canzone” canonica (strofa, refrain, strofa, refrain, solo, qualche volta bridge, terzo e ultimo refrain), resa vincente da un songwriting vario nella stesura delle linee vocali, da una ritmica accattivante dall’ottimo gusto melodico in fase di assoli ad opera del chitarrista (nonché co-fondatore) Tony Rombola. La presenza costante di assoli, in effetti, resta il grosso punto che differenzia i Godsmack dai colleghi della scena nu-metal. Tutto molto semplice, ma altrettanto vincente.

I primi quattro pezzi dell’album rappresentano l’apice del disco, non a caso si tratta dei singoli estratti, in sequenza cronologica di rilascio citiamo la title-track, "Bad Magick", "Greed" e l’opener "Sick of Life", a cui si aggiunge l’altrettanto orecchiabile e trascinante "Goin’ Down". Lo spettro della band di Stanley e Cantrell aleggia prepotentemente su ognuna di queste composizioni.

In chiusura, troviamo le strumentali "Vampires" (con voce narrante tratta dallo show americano "Mysterious Forces Beyond") e la breve, ipnotica "The Journey", la quale introduce la conclusiva "Spiral", canzone dai ritmi tribaleggianti e dal mood mistico, ispirata al Wicca, una sorta di pseudo religione pagana tipica del folklore del New England, a cui Sully Erna aveva aderito ai tempi.

Tre anni dopo la band bisserà il successo di Awake con il terzo lavoro Faceless, album che va a chiudere il cerchio del periodo d’oro di questa band del Massachussets tanto appassionata del grunge di Seattle.

- Supergiovane

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